Pinocchio, un’opera ricca di simboli e archetipi spesso occultati nella gradevole maschera della fiaba. Di Elena Tempestini

Pinocchio è una delle favole più conosciute in tutto il mondo, usata nelle epoche più diverse, capolavoro di simbolismo e di meta comunicazione. Ricca di simboli a contenuto massonico – esoterico la sua lettura può essere considerata un percorso capace di racchiudere molteplici chiavi di lettura.

Non ci sono documenti ufficiali che provano l’iniziazione di Collodi nell’ordine massonico, ma la sua appartenenza è accertata da storici e studiosi della massoneria. Forse sono stati i molteplici eventi della vita di Carlo Lorenzini a confermare questa tesi, e mi riferisco alla figura del combattente rivoluzionario repubblicano, grande nemico della monarchia. La creazione e pubblicazione nel 1848 del “Il lampione“, del quale lo stesso Lorenzini affermava fosse un giornale che illuminava tutti coloro che fossero stati nelle tenebre, possono essere dei buoni indizi. Ma è in due episodi che Pinocchio si rivela, due episodi apertamente iniziatici, uno di stampo più esoterico e l’altro più di stampo cristiano, la trasformazione di Pinocchio in asino e il soggiorno nel ventre del terribile pesce-cane, la balena … il “ grande pesce”.

Il primo richiama alla memoria uno dei capolavori della letteratura latina, le Metamorfosi o l’Asino d’oro del mago africano Lucio Apuleio. In questo romanzo il protagonista, Lucio, viene trasformato in asino dopo aver assistito di nascosto a riti proibiti , riti di magia in Tessaglia. Solo dopo diverse peripezie che possono ricordare quelle di Pinocchio, Lucio riacquisterà la forma umana grazie all’intercessione di Iside, la dea della quale Apuleio era fervente devoto.

Nel secondo caso Pinocchio è dentro il ventre della balena, e Lorenzini si ispira al “Libro di Giona”  il quale contenuto è ambientato nel VIII secolo A.C. e ci ricorda che spesso noi umani ci preoccupiamo di cose effimere che non durano, che appaiono e scompaiono, anziché occuparci di quelle che durano per l’eternità. E’ Giona che ci ricorda che Dio, il misericordioso, si occupa di tutti, buoni e cattivi, e a tutti dona la salvezza. Si tratta di un mito riscontrabile nelle tre religioni monoteiste, nel cristianesimo nell’islamismo e nell’ebraismo, oltre ad essere un caposaldo studiato in tutte le scuole misteriche.

Il libro di Giona

Matteo 12,38-42

In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno. Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono

Ma come trova Carlo Lorenzini il nome al burattino, come nasce il personaggio che dette al Lorenzini detto il “ Collodi” la fama universale Pinocchio?

Pinocchio ha la radice -pin un derivato dal nome Pino, albero che nell’ermetismo allude alla ghiandola pineale, il terzo occhio che porta alla visione: Pino -occhio ?

Le avventure di Pinocchio sono divenute una favola ideata nel 1883 da Carlo Lorenzini conosciuto come “il Collodi“, la storia di un burattino di legno che si anima, ma solo dopo molte peripezie ed una “ morte alla vecchia vita” riesce a realizzare il sogno di diventare un bambino in carne ed ossa.

Protagonista iniziale della storia è mastro Geppetto, un umile falegname che non avendo figli decide di crearsene uno, intagliando un pezzo di legno. Al suo burattino Geppetto riesce a dare delle sembianze umane, ma è ovviamente privo di vita.

Geppetto simbolizza il Demiurgo di Platone e dello gnosticismo. La parola ‘demiurgo’ deriva dal greco: ‘creatore, artigiano.’ In termini filosofici il Demiurgo è il ‘dio minore’, l’entità che crea esseri imperfetti che si adattano alle insidie della vita materiale.

Disegno di William Blake

Geppetto realizza di avere bisogno dell’aiuto del Grande Dio, il Grande Architetto perché possa dare a quel pezzo di legno animato il soffio vitale per diventare un “bambino vero” colui che è illuminato dal suo percorso.

La fata Turchina diviene un tramite a simbolo del Grande Dio, che immette a Pinocchio una scintilla della Mente Universale, il “Nous” degli gnostici, compie l’atto di donargli la vita e di conseguenza la libertà del libero arbitrio. Pinocchio è un pezzo di legno animato ma non è un ancora un bambino.

Pinocchio chiede alla fata Turchina se sia diventato un bambino, e la Fata gli risponde: “No, Pinocchio, il desiderio di tuo padre si avvererà solo se saprai meritarlo”, mettiti alla prova usa il Cor-Agere l’azione del cuore che conferisce il coraggio, la sincerità e la vera passione, e quel giorno diventerai un bambino vero”.

Il concetto di migliorarsi, di crescere per imparare, si ispirano alle antiche scuole misteriche, nelle quali la salvezza dello spirito deve essere meritata attraverso l’auto-disciplina, la forza di volontà e la conoscenza di sé stessi. Una pietra grezza ben lavorata si leviga.

Nella filosofia massonica il Grezzo è un’allegoria dei non-iniziati; delle persone prima dell’illuminazione. Il Levigato incarna un massone che si adopera per ottenere una vita onesta e si sforza di ottenere l’illuminazione.” 

Pinocchio inizia il suo viaggio come un pezzo di legno e le tentazioni ad ostacolare il cammino  non mancano. Nel Paese dei Balocchi, che ben simboleggia la vita profana fatta d’ignoranza, la ricerca della gratificazione immediata e la soddisfazione dei più bassi impulsi e’ di monito. Ed è il cocchiere a incoraggiare la pessima condotta, in quanto è il miglior metodo per creare degli schiavi. I ragazzi che si abbandonano a tale stile di vita si trasformano in asini e vengono poi mandati a lavorare in una miniera. Una cupa previsione di cosa possa divenire la massa ignorante di coloro che ignorano . Pinocchio riesce ad oltrepassare le disavventure del Paese dei Balocchi, e torna a casa con la volontà di riunirsi a suo padre, ma trova la casa vuota. Pinocchio scopre che suo padre Geppetto è stato inghiottito da una balena. Nonostante sia un pezzo di legno che non sa nuotare, pinocchio salta nel mare per farsi ingoiare dalla stessa balena e ritrovare il padre, colui che lo ha Creato.

L’iniziazione di Pinocchio ha luogo nel momento che l’Amore, la fedeltà e il coraggio gli danno la forza di fuggire dal buio della vita, simboleggiato dal ventre della balena, scegliendo la luce, l’illuminazione.

Dopo mille difficoltà Pinocchio sfugge al buio dell’ignoranza. E mentre emerge dal ventre della balena, “ il grande pesce” come Giona, vi viene data dal Lorenzini la chiave per comprendere la favola: Pinocchio prende coscienza assumendosi le sue responsabilità . Ora è un bambino vero, un uomo illuminato che ha spezzato le catene della vita materiale per abbracciare il suo SE’ superiore. La Grande Opera è stata compiuta.

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