“Dall’Allegro al Tragico: satira della stupidità umana e delle pericolose assurdità che ci hanno resi straordinariamente normali”. Elena Tempestini

Caro lettore, hai mai notato quanto sia strana e imprevedibile l’irrazionalità umana? Carlo M. Cipolla, brillante storico ed economista ci aveva già messo in guardia qualche decennio fa, con un esilarante libro: “Allegro ma non troppo”. Un piccolo trattato che doveva rimanere uno scritto dedicato ad una cerchia di ristretti amici, ed invece è stato tradotto in tredici lingue. Il breve volume racchiude due saggi per scoprire come l’irrazionalità umana ci ha reso straordinariamente normali, in un modo unico e inaspettato.

Viviamo un mondo in cui la stupidità sembra sempre più diffusa e le assurdità si accumulano mettendo in evidenza quanto l’irrazionalità umana sia intrinseca alla nostra natura.

Cipolla, con il suo stile satirico e pungente, ci porta nel cuore del problema: la riflessione sul fatto che, nonostante tutti i progressi tecnologici e le conoscenze acquisite, continuiamo a commettere gli stessi errori, avere maggiori paure del progresso e a prendere decisioni insensate.

Abbiamo iniziato questi anni “ particolari” con la pandemia. Nonostante l’evidenza scientifica e le raccomandazioni degli esperti, molti hanno ignorato le misure di sicurezza fondamentali, mettendo a rischio la propria salute e quella degli altri. Le teorie del complotto, la disinformazione e l’egoismo hanno alimentato una diffusione incontrollata del virus, alimentato una assurda speculazione economica e dimostrando quanto l’irrazionalità possa avere conseguenze disastrose.

Ma la stupidità umana non si limita alla pandemia. Le guerre che hanno insanguinato gli ultimi anni sono un altro esempio lampante di quanto possiamo essere irrazionali e autodistruttivi. In un’epoca in cui la diplomazia e la cooperazione internazionale dovrebbero essere prioritarie, assistiamo ancora a conflitti motivati da interessi egoistici, ideologie estreme e mancanza di empatia.

Cipolla ci invita a riflettere sulle nostre azioni e a riconoscere la stupidità che ci circonda. Ma nonostante le tante assurdità che affrontiamo quotidianamente, l’autore ci sprona a mantenere un senso di umorismo e a trovare la forza per cambiare, trasformare le situazioni. Dobbiamo combattere la stupidità con la conoscenza, la ragione e la consapevolezza.

Quindi, caro lettore, è importante ricordare che la stupidità umana non è inevitabile. Possiamo imparare dagli errori del passato e cercare di costruire un futuro più razionale e compassionevole.

Mi reputo una osservatrice sconcertata dalle follie della nostra epoca, alcune all’apparenza anche banali ma con esiti che si rivelano catastrofici. Il grande scienziato Stephen Hawking ammoniva che: “non esiste qualcosa di assoluto, ogni singolo individuo ha una propria personale percezione che dipende da dove si trova e da come si sta muovendo.”

Perfetto, ma la vita scorre con un valore imprescindibile: l’Essere umano e le sue necessità, tra opzioni, opportunità, scelte, rinunce, condizionamenti e inevitabili errori.

Perché mi è sempre piaciuto leggere Carlo M. Cipolla? Perché in modo semplice ha dato la sua attenzione ai repentini cambiamenti politici ed economici, dietro ai quali si nascondono gli uomini, che a loro volta sono mossi dal continuo fluttuare della loro mentalità.

Nei due saggi Cipolla usa con grande ironia, la satira della storia, raccontando della scarsità del pepe in Europa dopo la caduta dell’Impero Romano e la fine dei grandi commerci con l’oriente. Il pepe non era una spezia comune, era un potente afrodisiaco. La perdita di questo stimolante e l’abuso del piombo nelle stoviglie e nelle tubazioni dell’acqua portarono all’aumento dell’indice di sterilità nella popolazione romana. L’indebolimento nella riproduzione aprì le porte alle orde barbariche.

Niente è più pericoloso di uno stupido che afferra un’idea, il che succede con una frequenza preoccupante. Se uno stupido afferra un’idea, è fatto: su quella costruirà un sistema e obbligherà gli altri a condividerlo. Ennio Flaiano.

Anche a causa della mancanza del pepe, Pietro l’Eremita organizzò nel 1096 la prima crociata, per ripristinare i vantaggiosi commerci con l’Oriente. L’idea “ringalluzzì” gli europei e fece da traino all’economia e quindi alla ripopolazione dell’Occidente. 

Cipolla continua a raccontare con ironica maestria i collegamenti tra il controllo dei vigneti in Francia, una delle maggiori ricchezze reali dell’epoca, la guerra dei cento anni tra Inghilterra e Francia, l’economia della lana, fino alla peste del 1348 e la nascita del Rinascimento italiano quale prima rivoluzione dell’età moderna.

Già un libro ironico e’ merce rara, poi un economista che riesce a coniugare la storia fa divenire divertenti le sue riflessioni.

Cipolla elabora una teoria generale della stupidità umana. Gli stupidi ci dice sono un gruppo molto più folto e potente delle maggiori lobby di potere e delle mafie. Questo gruppo non ha un ordinamento, un vertice o uno statuto, ma riesce ad operare con una incredibile efficacia.

Egli descrive perfettamente cinque leggi fondamentali della dannosità di questo potente gruppo, al quale tutti di volta in volta nella vita, ahimè apparteniamo:

1. sempre ed inevitabilmente ognuno sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione,

2. la probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa,

3. una persona stupida è una persona che causa un danno ad un’altra persona o a un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita,

4. le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare, i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore,

5. la persona stupida è il tipo più pericoloso che esista.

Ed è con un grafico che Cipolla riassume la sua teoria, con i quattro caratteri/comportamenti dominanti nei quadranti di uno spazio cartesiano: lo Sprovveduto, l’Intelligente, il Bandito e lo Stupido. Lo Stupido non ha elementi di positività.

Grafico della stupidità elaborato da Cipolla: le categorie

Ora sarebbe davvero divertente se provassimo a distribuire tra i quattro quadranti i tanti personaggi e comportamenti osservati durante questi ultimi anni che ci hanno fatto vivere una pandemia mondiale, una recessione economica, e due guerre cruente alle porte di casa. Riuscire a comprendere i passaggi avvenuti.

Tra la Pandemia e le guerre siamo arrivati ad un anno importante nella storia umana, metà della popolazione mondiale andrà al voto. Chi democraticamente e chi non democraticamente. Una situazione tutta da comprendere fino alle elezioni Americane. Situazione che potrebbe essere collocata nel : Vantaggioso per sé e per gli altri.

Coloro che, speculando, si sono approfittati delle opportunità che virus e guerre hanno generato, appartengono al gruppo di chi ha curato i propri interessi a danno degli altri. Banditi, sarebbe la categoria scelta da Cipolla

Gli stupidi sono quelli che sfidano e sottovalutano gli esiti di conflitti all’interno delle proprie nazioni per poi non ricordare che la paglia prende fuoco ovunque. Categoria: Negativi per sé e per gli altri!

Quindi la domanda che dovremmo porci è: Gli esseri umani sono capaci di essere obiettivi su se’ stessi e sulle proprie abilità? Da quello che Cipolla ci ha raccontato direi di no. 

La psicologia e l’effetto Dunning/Kruger confermano il pensiero di Cipolla.

Effetto Dunning/Kruger

I due psicologi hanno dimostrato che quanto più qualcuno è incompetente su un certo tema o in una certa attività, tanto più crede di essere più bravo di quello che è. Invece i più competenti tendono a “fare i modesti”, sottostimandosi. L’effetto praticamente è che se sei scarso su un certo tema non sai neanche di esserlo.

“La stupidità è al quadrato”, in quanto sei stupido sempre su un certo tema, beninteso, e lo sei talmente da non capire di esserlo.

Dall’altro lato, il fatto che quelli competenti siano modesti si può spiegare in questo modo: costoro ritengono che la bravura degli altri sia paragonabile alla loro e dunque non pensano di essere i migliori.

Duning e Kruger mostrano anche che, se ai più bravi fai vedere qualcuno dei compiti fatti dagli altri, quelli bravi capiscono di più e diventano meno modesti, in quanto si rendono conto con chi hanno a che fare.

Invece l’incompetenza è una specie di buco nero: se in un esperimento fai vedere ai somari i compiti fatti dai più bravi, i somari continuano a pensare di essere meno somari di quel che sono, perché non riescono a vedere la differenza tra compiti fatti bene e compiti fatti male.

Noi vediamo sempre più di frequente queste manifestazioni, sollecitate anche dal rifiuto di usare la volontà di valore per conseguire una migliore conoscenza. La condizione della scuola italiana ce lo ricorda spesso e impietosamente. Quindi la domanda da fare è: cosa ci sta succedendo?

“Non sappiamo che cosa ci stia succedendo e questo permette ciò che ci sta succedendo”. Non è un gioco di parole, perché se realmente non sappiamo che cosa ci stia succedendo, non potremo mai trovare la soluzione, continueremo a morderci la coda e a ripetere gli stessi errori, dimenticando la regola aurea che “preservare è diabolico”. Trovare una sintesi adeguata tra opposti è una scelta d’intelligenza, per capire meglio ciò che ci potrà succedere.

Nella nostra società, tutto è messo in discussione. Stiamo dimenticando che ciò che viene studiato, ideato e costruito dagli uomini, dovrà avere una struttura coerente all’essere umano. Altrimenti la stupidità continuerà ad essere la nostra ombra, i nostri successori troveranno normale manipolare i fatti per adeguarli alle proprie teorie, piuttosto che imparare a comprendere e adattare le teorie ai fatti osservati e vissuti. Impariamo a guardare oltre le apparenze, a sfidare la stupidità e a lottare per un mondo più saggio e umano.

Firmato,

Una giornalista che osserva con ironia e stupore rimanendo sconcertata delle “ banali follie” della nostra quotidianità

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