
L’economia come pratica esiste da quando l’uomo ha iniziato lo scambio e il commercio, ma la formalizzazione di un vero e proprio linguaggio economico lo possiamo far risalire al Rinascimento, con opere fondamentali come quella di Luca Pacioli. Un monaco francescano e matematico del XV secolo, considerato il “Padre della contabilità”, con un ruolo fondamentale nel plasmare il linguaggio dell’economia italiana.

Nel suo scritto “Summa de Arithmetica, Geometria, Proportioni et Proportionalita” pubblicato nel 1494, Pacioli include una sezione chiamata “Tractatus de Computis et Scripturis”; Trattati sui conti e le scritture. Da sempre considerata la prima pubblicazione scritta, con un linguaggio per la comprensione del metodo di doppia entrata, base del moderno sistema contabile.

Nel suo lavoro, Pacioli utilizzò e sviluppò una terminologia specifica per descrivere vari concetti economici e contabili. Ad esempio, introdusse termini come “debito” e “credito”, che sono ancora utilizzati nella contabilità odierna. Quindi, possiamo affermare che Luca Pacioli ha avuto un’influenza significativa sul linguaggio dell’economia italiana.

La lingua dell’economia ha la duplice funzione di veicolare complesse teorie economiche e finanziarie tra gli addetti ai lavori e di tradurre queste nozioni in un linguaggio accessibile al grande pubblico. Trovare il giusto equilibrio tra comunicazione scientifica e divulgazione di un linguaggio economico rappresenta sicuramente una grande sfida, ma anche un obiettivo etico per garantire un’ampia comprensione dei temi economici.
La comunicazione economica si caratterizza per l’uso di un lessico tecnico e molto preciso, il quale permette di esprimere concetti specifici con chiarezza e rigore. Simili a un codice, questi termini permettono agli esperti del settore di discutere dettagliatamente i problemi e le soluzioni, contribuendo all’avanzamento delle ricerche e delle teorie economiche.

D’altra parte, c’è la volontà di rendere il linguaggio di divulgazione economica accessibile al grande pubblico. Questo processo implica una traduzione del linguaggio tecnico in uno più quotidiano, mantenendo l’essenza delle informazioni.
Possiamo fare un parallelo su come fu usata la lingua italiana da Dante Alighieri con la “Commedia”. L’Epistola a Cangrande della Scala ci fornisce il punto di vista di Dante su come dovrebbe essere letta e interpretata la Commedia. Dante la descrive “regnante” , sottolinea che la sua opera è scritta in volgare, la lingua parlata dal popolo comune, piuttosto che in latino, la lingua “regale” o “regolata” usata per i testi formali e letterari. Questo potrebbe essere interpretato come un modo per sottolineare il ruolo dominante della “Commedia” nella letteratura italiana e, più in generale, nella cultura italiana. Praticamente il Sommo crea un “instrumentum regni’, uno strumento di potere grazie all’Opera, la commedia, può riuscire a condurre il genere umano da uno stato di miseria e ignoranza verso uno stato di maggiore conoscenza grazie al linguaggio che viene usato per scriverla. Una guida spirituale per l’umanità, una “produzione di valore”

Vi può sembrare strano parlare di economia, di Dante ma anche di Intelligenza artificiale? Assolutamente no, perché ognuno di questi elementi è impegnato nella “produzione di valore” nonostante i modi di linguaggio diversi.
Nell’economia, si crea valore tramite la produzione e lo scambio di beni e servizi. L’importanza di questa divulgazione è evidente, considerando la complessità dell’economia del Paese, e le molteplici sfide che affronta attraverso l’impatto sulle vite dei cittadini. Sia che si tratti di legislazioni fiscali, di politiche economiche o di consigli per gli investimenti, la comprensione del linguaggio dei temi economici può influenzare le decisioni delle persone a vari livelli.
Una corretta divulgazione economica può favorire una partecipazione più attiva dei cittadini, stimolando un dibattito pubblico informato e un aggiornamento costante su questioni nazionali e internazionali.
L’opera di Dante, la Commedia, usa l’umanesimo per produrre valore, esplorando la condizione umana, illuminando la complessità emotiva dell’uomo e riflettendo sui temi universali dell’esistenza. L’indagine sulla condizione umana è di valore inestimabile, ed è il linguaggio usato che può condurci a comprendere la profondità del divino e del nostro posto nell’universo.

La trasformazione del linguaggio, odierno e’ l’intelligenza artificiale, la quale crea valore attraverso la sua capacità di processare enormi quantità di dati molto più velocemente di quanto potrebbe fare un essere umano, trasformandoli in informazioni utilizzabili e sopratutto comprensibili: un linguaggio multidisciplinare che può stimolare l’innovazione e la creatività. Quando combiniamo idee e concetti da diverse discipline creiamo innovazione, insieme al cambiamento linguistico camminiamo di pari passo. Un diverso approccio linguistico può portare a nuove idee, concetti e modi di pensare. Lo possiamo vedere attraverso la tecnologia, la scienza e la cultura, dove le nuove parole e le nuove espressioni linguistiche rappresentano i nuovi concetti e le nuove invenzioni. Lo abbiamo visto attraverso la storia che ha creato nuovi generi letterari, stili di scrittura e forme di espressione artistica influenzando il modo in cui le persone hanno percepito e interpretato il mondo. Per questo motivo, è importante fare un uso responsabile, sensibile ed etico delle novità linguistiche.
La lingua dell’economia in Italia è un potente strumento di comunicazione, conoscenza e cultura. Il giusto compromesso tra comunicazione scientifica e divulgazione è cruciale per informare, formare e coinvolgere la società italiana nei confronti dei temi economici che riguardano tutti noi, sottolineando l’interconnessione tra economia, storia, tecnologia, innovazione e vita quotidiana.
