
Un libro ricevuto nei doni di questo Natale 2023, un autore che ha la capacità e grande punto di forza, di spiegare idee complesse con un linguaggio semplice e piacevole per rilassarsi. Passione, onestà, autenticità e rigore accademico. Se aggiungiamo che ha la capacità di emozionare i suoi lettori, le pagine scorrono veloci. Le sue opere evocano spesso un senso di nostalgia e apprezzamento per L’Italia e la sua ricca storia e cultura. Questo libro lo definirei un saggio stimolante, che affronta un argomento nel quale affondano le nostre radici e che non sottovaluterei neanche politicamente, e’ la nostra storia, quella dell’Impero Romano. Il libro si apre con una provocante affermazione: “l’Impero romano non è mai caduto”. Potrebbe apparire come un un concetto affascinante che l’autore sviscera attraverso un’analisi dettagliata dell’influenza di Roma sul mondo, oppure veramente non e’ mai caduto?

Cazzullo prende in considerazione non solo l’Impero romano d’Oriente o il Sacro Romano Impero di Carlo Magno, ma anche le versioni contemporanee degli imperi”: l’Impero americano e quello virtuale di Mark Zuckerberg per altro grande ammiratore di Augusto. Mi ha colpita la ricchezza di riferimenti storici, politici e culturali che attraversano i millenni, conferendo a una realtà antica una voglia, attuale, di ritorno agli Imperi.
Uno dei punti di forza del libro è la capacità di Cazzullo di collegare parole, concetti e realtà che usiamo e viviamo ogni giorno con le loro antiche radici romane. Che si tratti di termini politici come “Repubblica” o di idee fondamentali come la pace e la giustizia, l’autore dimostra l’enorme influenza che l’Impero Romano ha esercitato, e continua a esercitare, sul mondo. Roma vive, le parole della politica vengono dal latino: popolo, re, Senato, Repubblica, pace, legge, giustizia. Kaiser e Zar derivano da Cesare. I romani hanno dato i nomi ai giorni e ai mesi. Hanno ispirato poeti e artisti in ogni tempo, da Dante a Hollywood. Hanno dettato le regole della guerra, dell’architettura, del diritto che vigono ancora oggi. Hanno affrontato questioni che sono le stesse della nostra quotidianità odierna , il razzismo e l’integrazione, la schiavitù e la cittadinanza: si poteva diventare romani senza badare al colore della pelle, al dio che si pregava, al posto da cui si veniva. A noi italiani in particolare i romani hanno dato le strade, la lingua, lo stile, l’orgoglio, e il primo embrione di nazione.

Un altro aspetto degno di nota è il modo in cui l’autore tratta la questione della cittadinanza romana. Si evidenzia come gli antichi romani fossero in grado di accogliere diversità etniche e religiose all’interno del loro impero, un concetto che rispecchia attualmente le sfide dell’integrazione e dell’immigrazione.
“Quando eravamo i padroni del mondo” non è solo un’attenta analisi storica, ma anche un esplorazione dell’orgoglio e dell’identità italiana, che riflette sulla lingua, sullo stile e sull’orgoglio che gli italiani hanno ereditato dagli avi.
Il libro racconta anche la mitica fondazione di Roma, con personaggi come Enea e Romolo, e personaggi storici come Giulio Cesare e Ottaviano Augusto, in un racconto pieno di dettagli e curiosità che affascinerà non solo il lettore colto ma anche quello semplicemente curioso.
In ogni pagina, Cazzullo enfatizza il mito e il simbolismo di Roma, analizzando il significato dell’aquila, simbolo di tutti gli imperi del mondo, da Roma all’America.
Nella cultura romana, l’aquila era il simbolo dell’Impero e rappresentava la potenza, il coraggio e l’immortalità, ma anche la capacità di vedere ciò che è nascosto, di prevedere eventi e individuare opportunità. Era l’insegna della Legione romana ed era considerata sacra. La perdita di un’aquila in battaglia era considerata una tragedia immensa.
Nella mitologia greca, l’aquila era un animale sacro a Zeus, il re degli dei, e simboleggiava la regalità, la trascendenza e la spiritualità.
In ambito cristiano, l’aquila è associata a San Giovanni Evangelista, per la sua capacità di volare vicino al sole – simboleggiando la capacità di San Giovanni di vedere oltre il mondo materiale nelle terre spirituali.
Per le tribù dei Nativi Americani, l’aquila era un simbolo di saggezza e coraggio, un messaggero tra gli uomini e il grande spirito. Le sue piume erano usate nei rituali sacri e nelle cerimonie.

Nel mondo moderno, l’aquila continua ad essere un simbolo importante. È presente nell’emblema degli Stati Uniti d’America, rappresentando la forza, la libertà e la ricerca dell’illuminazione: forza, libertà, visione e potere. E’ altresì l’uccello simbolo nazionale di molti paesi, tra cui Messico, Austria, Polonia, Germania, Egitto e molti altri.

Il libro “Quando eravamo i padroni del mondo” personalmente è una lettura piacevole che sottolinea come la grandezza di Roma, anche inconsapevolmente, sopravvive ancora oggi, sia nel nostro linguaggio, nella nostra cultura, nelle nostre istituzioni e soprattutto nella nostra mente.
