
La transizione egemonica è un fenomeno che si verifica quando un paese o un gruppo di paesi, aumenta la propria influenza e il proprio potenziale nel mondo, anche a spese di altre nazioni. Un fenomeno complesso che può essere analizzato attraverso la teoria della stabilità egemonica, la teoria della pace democratica e la teoria del conflitto strutturale. Tra il XIX e il XX secolo abbiamo assistito a momenti importanti di transizione egemonica: dal dominio britannico a quello degli Stati Uniti, dell’URSS dopo la seconda guerra mondiale. Dalla guerra fredda all’attuale “dominio relativo” degli Stati Uniti.
Oggi, il mondo si confronta con una nuova possibile transizione. La crescita della Cina e la sua ascesa come potenza globale, insieme al rafforzamento di altre economie emergenti come l’India e il Brasile, potrebbero divenire l’inizio di una nuova transizione. Dal tradizionale ordine occidentale-globalista a un ordine più multipolare, cioè regolato da più potenze.

Un cambiamento che in questo fine anno 2023 , sta aprendo un intenso dibattito sui diversi paradigmi che potrebbero emergere.
La dinamica del potere globale è sempre in un costante e imprevedibile mutamento. Da un predominio britannico nell’era coloniale a un mondo multi globalizzato. Mentre ci avviciniamo all’anno 2024, possiamo cercare di analizzare le potenziali implicazioni di un anno che rappresenta una tappa importante in questa dinamica, un anno in cui probabilmente vedremo la fine dell’opposizione tra Stati Uniti e Cina, ma anche l’inizio di una nuova era. Come da decenni viene detto: “ non è la fine del mondo ma la fine di un mondo”
Il 2024 sarà un anno cruciale per molte ragioni. In primo luogo, le elezioni presidenziali negli Stati Uniti potrebbero avere importanti ripercussioni sulla politica interna del Paese e sul suo ruolo a livello globale. Il risultato di queste elezioni potrebbero determinare l’orientamento futuro del Paese, la sua posizione nei confronti delle questioni globali e la sua interazione con altre nazioni, inclusa la Cina.

Allo stesso tempo, la Cina, con la sua crescente influenza economica e politica, continuerà a plasmare l’ordine mondiale, molto probabilmente nel rispetto di una concezione multipolare del mondo. Il paese sta ampliando il suo impatto a livello globale attraverso le sue iniziative come la Belt and Road Initiative, la quale, dopo del tempo di “ fermo” ha ripreso la sua volontà a promuovere sia per via terrestre che marittima, l’integrazione economica, facilitando il commercio e gli investimenti tra l’Asia e il resto del mondo, con “la diplomazia degli investimenti”.
Se le due grandi potenze di Stati Uniti e Cina, si contendono la supremazia, c’è una maggiore consapevolezza verso la competizione bilaterale, la quale non è più sostenibile nel lungo termine. Il 2024 potrebbe quindi rappresentare l’anno in cui si passerà da una visione dualistica del “ tutto o nulla” del potere mondiale, a una visione più ampia, multipolare, regolata da più di due grandi potenze.
L’arrivo di nuovi protagonisti sul palcoscenico internazionale, e le elezioni che si terranno nei loro paesi nel 2024, come l’India, il Brasile e altri paesi emergenti, contribuirà quasi sicuramente a rimodellare l’equilibrio di potere globale. Nazioni che stanno dimostrando una crescente capacità di gestire un impatto significativo sulle questioni internazionali atte a creare un ordine mondiale più diversificato ed equilibrato.
Il 2024 promette di essere un anno di notevole importanza nella dinamica della transizione egemonica.