Intenti e simboli per la scelta del nome delle navi e dei sottomarini della flotta navale Russa. Di Elena Tempestini

Putin, fin dal momento della sua elezione ha mostrato ammirazione e rispetto per la storia zarista della sua Nazione, forse volendo incorporare elementi di storia nella visione del futuro della Russia. La sua ammirazione è per due sovrani, due grandi Zar: Pietro il Grande e Alessandro III. Grandi leader del passato che sono stati spesso citati come figure di riferimento per aver avuto la capacità di rafforzare il potere della Russia e di modernizzare il paese.

Pietro il Grande, regnò dal 1682 al 1725, fu il primo a creare riforme che trasformarono la Russia in una grande potenza europea. Restano fondamentali le sue radicali riforme politiche, economiche e culturali oltre alla fondazione della città di San Pietroburgo, nuova capitale della Russia.

Alessandro III, regnò dal 1881 al 1894, è ricordato per la sua politica di “russificazione”, mirata a consolidare la sua autorità sulle diverse etnie e culture all’interno delle frontiere russe.

La loro leadership forte e risoluta, come anche la loro capacità di rafforzare la Russia nel contesto globale, potrebbero aver conquistato l’ammirazione di Putin ?

Questa è la domanda che mi sono posta davanti al sottomarino Russo di nome Alessandro III, il quale è in grado di trasportare molteplici testate nucleari, tanto che la notte tra il 5/6 novembre 2023, e’ partito il missile balistico intercontinentale Bulava RSM-56 . Vladimir Putin aveva già firmato la legge che revoca la ratifica della Russia dal Trattato di messa al bando degli esperimenti nucleari. Trattato del 1966 che mette al bando tutte le esplosioni nucleari, ma mai ratificato da paesi quali Stati Uniti e Cina.

Alessandro III , fu uno zar molto popolare ma non più europeista come fu Pietro il Grande. Il suo regno, che andò dal 1881 al 1894, fu un periodo di pace, di estrema crescita economica e sviluppo industriale per la Russia, ricordato per il suo patriottismo e per la sua politica di “russificazione”, che mirava a unificare la diversità di culture e etnie sotto una sola identità nazionale russa.

Possiamo quindi supporre che il sottomarino, dal quale è partito il missile bulava, sia stato chiamato “Alessandro III” per onorare l’importante regno dello zar e per riflettere sugli ideali di patriottismo, forza e potere della Russia . Le scelte di nomi per navi da guerra e sottomarini sono spesso simboliche e l’intento può essere quello di invocare il rispetto ma sopratutto immettere timore nei confronti dei rivali.

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