«Il veder questo giardino, il suo bello ordine, le piante e la fontana co’ ruscelletti procedenti da quella, tanto piacque a ciascuna donna e a’ tre giovani che tutti cominciarono ad affermare che, se Paradiso si potesse in terra fare, non sapevano conoscere che altra forma che quella di quel giardino gli si potesse dare.»
(Giovanni Boccaccio, Decameron, introduzione alla Terza Giornata)

Questa è la descrizione che Boccaccio fece del giardino di Villa Palmieri, un Eden paradisiaco alle porte di Firenze, luogo dove si riunivano i giovani che facevano parte delle novelle inserite nel Decamerone. Il giardino di Villa Palmieri era affacciato a sud verso Firenze, alle pendici di Fiesole.
Villa Palmieri fu acquistata da Lord Cowper, il quale visitò Firenze durante il suo Grand Tour del 1759 e vi risiedette fino al 1789 anno della sua morte. L’aristocratico inglese, aveva ricevuto una cospicua eredità dal nonno, questo gli permise di essere indipendente dai genitori e di permettersi uno stile di vita con dispendiose uscite di denaro, compiendo investimenti che lo fecero divenire un committente ed un collezionista sia dell’arte, che della scienza e della musica. A Firenze Cowper frequentò il salotto di Sir Horace Mann, cugino di Horace Walpole, il quale era costantemente informato da Mann, grazie ad un fitto ed importante carteggio che ancora oggi ci illustra la vita sociale, artistica e culturale nella città di Firenze nel settecento. Walpole era il Primo Ministro dei regnanti Giorgio I e Giorgio II d’Inghilterra, e per questo motivo Horace Mann divenne prima segretario di legazione, e successivamente fu investito del grado di inviato. Dal 1738, riuscì a realizzare il suo desiderio di essere accreditato come Ministro Britannico nella capitale del Granducato. Ad Horace Mann si deve il fervore dell’epoca in Firenze, uomo brillante e un buon anfitrione: i suoi ricevimenti settimanali divennero luogo d’incontro della società mondana e intellettuale fiorentina. Attraverso le parole di lady Orford, cognata di Horace walpole, si comprende meglio la figura del Mann: “l’uomo più compiacente ed amabile che sia mai vissuto, ha una casa ch’è una delizia, si fa vedere molto in giro e vive con grandissimo sfarzo”. D’altra parte la mescolanza di Tedeschi e d’altri forestieri rende questo luogo più acconcio di Roma o di Napoli alla vita di società”.

Horace Mann fu residente inglese nel Granducato per un cinquantennio e figura significativa del circuito massonico italiano e britannico, nel quale si ritrovavano l’elite fiorentina e i numerosi inglesi in visita e residenti a Firenze. Lord Cowper divenne “ un fiorentino”, membro dell’Accademia della Crusca, dell’Accademia del Disegno, dell’Accademia Etrusca di Cortona e fu collezionista non solo nel campo delle arti ma anche in quello musicale e scientifico coltivando la sua amicizia con Alessandro Volta. George Nassau Clavering-Cowper, nome completo, era figlio di William Clavering-Cowper II conte Cowper e nipote pertanto di Giorgio II d’Inghilterra. Grazie alla parentela con il Re di Inghilterra, alle estensioni del Granduca Leopoldo di Lorena, amante della sua bellissima moglie, e grazie alla posizione ottenuta durante il suo soggiorno fiorentino, poté’ essere attore di rilievo della città di Firenze, nella quale fioriva la società inglese e la massoneria della quale Cowper era un fervente fratello. Questo permise al Lord di avere rapporti importanti con la Galleria degli Uffizi e di ottenere il permesso granducale di Leopoldo di Lorena e del Direttore della Galleria degli Uffizi, Giuseppe Pelli Bencivenni, di far eseguire copie in miniatura degli autoritratti di artisti della collezione dei Granduchi che poi inviò in Inghilterra al re Giorgio III ed attualmente conservati alla Royal Library di Windsor

L’incarico delle miniature fu affidato al pittore Giuseppe Macpherson, duecentoventiquattro autoritratti in miniatura di pittori appartenenti alla collezione degli Uffizi, che furono donati al re Giorgio III d’Inghilterra nel 1773, forse per cercare di ingraziarselo per ottenere il posto di rappresentante plenipotenziario inglese nel Granducato, carica che non gli venne concessa forse anche perché, data la sua lunga permanenza a Firenze, egli era divenuto: usando le parole dello storico Edward Gibbon, “un quasi fiorentino”. Nel 2020 Philip Sheail gli ha dedicato un’opera in due volumi “The third Earl Cowper and his Florentine household 1760-90” con annessa pubblicazione di documenti tratti dal suo archivio personale: “l’Hertfordshire Archives.”
Il lord inglese fu ritratto nel celebre dipinto di Johann Zoffany la “Tribuna degli Uffizi”, commissionato dalla Regina d’Inghilterra Charlotte, moglie di Giorgio III, ed eseguito tra il 1772 e il 1777. Zoffany per ringraziamento dipingerà nel quadro sia Horace Mann che lo stesso Cowper assorto nella contemplazione del suo ultimo acquisto, la Grande Madonna Cowper di Raffaello.

Agli stessi anni è stato fatto risalire il dipinto commissionato da Carlo Rinuccini, gentiluomo di camera di Cosimo III che rappresenta il ritratto di lord Cowper. Il quadro è datato e firmato dal pittore Anton Raphael Mengs grande esponente del neoclassicismo europeo. A Lord Cowper dobbiamo la rappresentazione di importanti opere musicali come la prima italiana de “Il convito d’Alessandro Magno di Händel”. Mecenate di Arte musicale, fece da tramite tra Londra e Firenze, permettendo al compositore Luigi Cherubini di farsi conoscere all’estero. Cherubini, per ringraziarlo gli dedicò una composizione vocale. Lord Cowper offrì anche alla cittadinanza fiorentina una serata musicale all’aperto sotto la Loggia dei Lanzi con un’orchestra con più di 80 strumenti.

Le due Madonne con Bambino di Raffaello, di proprietà di Lord Cowper. La grande e la piccola Madonna sono oggi conservate nella National Gallery of Art dì Washington. La presenza e la testimonianza di Lord Cowper lascia nella città di Firenze una importante impronta della vivace cultura dell’epoca settecentesca.
