“Coloro che possono immaginare qualsiasi cosa, possono creare l’impossibile.” ( Alan Turing, padre dell’informatica e dell’Intelligenza Artificiale)
Stiamo assistendo ad una rapida accelerazione del digitale, la quale non deve essere demonizzata, bensì vista come una nuova sfida che può offrire un’opportunità di crescita globale per costruire un futuro più sostenibile. La tecnologia digitale è un motore fondamentale della sostenibilità, si integra perfettamente con l’espansione dell’economia digitale che tocca tutti i campi lavorativi. Se per associazione mentale, pensiamo subito al web, ad internet, dobbiamo assolutamente ampliare il pensiero e cercare di conoscere e comprendere come possa avvenire la costruzione di una immensa “ rete tecnologica digitale” quale comunità globale, con un futuro condiviso da tutta l’umanità.
Non esistono cattivi strumenti ma buoni suonatori, e il giudizio, la scelta tra il bene e il male è un’antica proposizione filosofica soggettiva, per cui diventa veramente difficile avere una visione completamente coerente su una questione così grande e complessa. Attualmente, le paure e i timori per la sicurezza, che la rete digitale e in particolare l’intelligenza artificiale possono scaturire, non nascono dagli strumenti in se, ma dalle cattive intenzioni che gli umani potrebbero applicare nell’usare l’Intelligenza Artificiale, in tutti i campi, recando danni ad altri esseri umani. L’ampio ruolo del digitale ha ancora bisogno del suo creatore umano, ed è proprio questo il punto importante per la sfida della sostenibilità. È l’accesso e il modo in cui gli esseri umani applicano l’etica nel processo evolutivo della tecnologia. Una parte essenziale dell’evoluzione della nostra società globale dipende dalla comunicazione, dal linguaggio e dalla tecnologia, dalla loro conoscenza e dal loro buon uso. Metaverso e Intelligenza artificiale non sono la stessa cosa, l’intelligenza artificiale, chiamata IA è una tecnologia che si basa su un sistema di intelligenza creato attraverso l’uso di algoritmi e dati, e sopratutto non deriva dalla diffusione delle cyberscienze scoperte negli ultimi anni ma hanno un lontano passato.
Il metaverso è un ambiente virtuale in cui gli utenti che vi accedono possono interagire e comunicare tra loro. È un’evoluzione un’espansione di Internet, atto ad aumentarne l’immersività tramite l’uso di ambientazioni tridimensionali e avvalendosi anche di visori per aumentare la realtà virtuale. Difficile fare un confronto tra di loro, sono tecnologie molto diverse e con scopi differenti.
L’intelligenza artificiale definisce l’illusione di spazio – tempo?
Sant’Agostino nel libro XI delle Confessioni, nel volume dedicato al Tempo diceva che passato, presente e futuro sono tre “illusioni” contenute ed esternate solo in ciò che esiste realmente per l’essere umano: il tempo presente.
Dove e come nasce l’intelligenza artificiale? Nasce con uno scienziato al quale il mondo deve molto: Alan Turing
La scienza ha fatto passi da gigante, ha permesso che la nostra mente, le nostre conoscenze si ampliassero verso mondi infiniti, ma fu Alan Turing nel 1950 ad applicare i concetti matematici e la crittografia ai computer digitali, fu il primo.
Grazie alla sua ricerca nelle relazioni tra macchine e natura, riuscì a creare il campo dell’intelligenza artificiale. Praticamente possiamo definirlo il precursore dell’invenzione dei computer e dell’ innovazione che siamo abituati a conoscere oggi. Nel 1956 si tenne a Dartmouth, nel New Hampshire, negli Stati Uniti d’America, il primo simposio sull’intelligenza artificiale, la quale successivamente fu riconosciuta come scienza dalla comunità internazionale degli studiosi.
Erano gli anni sessanta del XX secolo.
Alan Turing ebbe l’idea geniale di “spezzare” l’istruzione da fornire alla macchina in una serie di altre semplici istruzioni; era convinto che si potesse sviluppare un algoritmo per ogni problema. Un processo molto similare da quello che viene affrontato oggi. Nel 1969 Turing, rese pubbliche le sue ricerche riguardo la concreta possibilità che si potessero creare macchine capaci di simulare i processi del cervello umano.
Era nato il concetto di ” intelligenza artificiale“. Ma la banalità del male è sempre pronta ad intervenire, Turing, era omosessuale e nella Londra anni cinquanta si veniva processati, l’omosessualità era perseguita penalmente. In quel tempo non molto lontano da oggi, già così pregno di tecnologia futura, si doveva scegliere tra la castrazione chimica con gli estrogeni oppure il carcere. Lo scienziato scelse la prima soluzione, ma dopo un anno di assunzione di farmaci e la forte depressione conseguita non ce la fece più. Con il cambiamento subito anche fisicamente Turing decise di iniettare del cianuro in una mela e rendere reale il maleficio di Biancaneve, dette un morso e tutto finì. Se ne andò dalla vita che lo aveva sfruttato, offeso e condannato ad una lenta morte. Il 7 giugno del 1954 a soli 42 anni Alan Turing mori’ lasciando “un enigma” divenuto simbolo: “una mela morsicata”.
Steve Jobs creando una mela morsicata quale logo di Apple, volle rendere onore e memoria al padre dell’informatica e dell’Intelligenza Artificiale Alan Turing? Chissà…
Dopo più di sessanta anni, l’intelligenza artificiale è oggi ampiamente utilizzata in quasi tutti i campi della vita degli esseri umani, è utilizzata allo scopo di superare le prestazioni del cervello umano, vengono studiate le reti neurali applicate nell’ambito del “Deep Learning”, cioè l’apprendimento approfondito di reti neurali artificiali in grado di analizzare automaticamente dati come immagini, video, audio o serie temporali, ossia gli eventi accaduti nel tempo. Un rapido progresso che sta superando le prestazioni degli esseri umani.
Sembra strano? Pericoloso?
Ricordiamoci che tutti noi usiamo un computer, un telefono, facciamo acquisti online o semplicemente usiamo social per foto, video e ricordi. Ebbene le Deep Learning, le Machine Learning ci permettono di : • identificare gli oggetti nelle immagini del computer, trascrivere il parlato in un testo, analizzare e selezionare gli interessi degli utenti online, analizzare i dati che sviluppano e ottimizzano i risultati delle ricerche sugli ampliamenti e miglioramenti delle città, fino al concetto di sicurezza tramite il riconoscimento facciale. Ed è per gli infiniti usi che si possono fare dell’intelligenza artificiale, che è stata ampiamente discussa nei campi della scienza, della tecnologia militare, dell’industria e nel comparto dell’etica.
Parlo di etica perché la manipolazione della comunicazione esiste da sempre, fin dai tempi degli “agentes” romani, agenti segreti che si infiltravano nel sistema nemico, oppure manipolavano, come nel caso di Marco Antonio che subì probabilmente una damnatio memoria, a causa delle lotte di potere politico e per essere caduto nella trappola di una comunicazione errata. Grazie ad avergli fatto credere che la sua amata Cleopatra si era suicidata, Marco Antonio cadde, e con la sua morte, nel 27 A.C. fu instaurato da Augusto il Principato, il quale segnò il passaggio dalla forma repubblicana a quella autocratica dell’Impero.
Da sempre dunque, non è facile poter riconoscere un punto di equilibrio.
Le epoche sono trascorse, e il popolo pensa sempre di più di essere libero nelle sue scelte, ma ogni causa ha un effetto, ogni parola determina la nostra realtà.
Ovviamente da quando esistono i social si sono moltiplicati i linguaggi, i pensieri, il “ salotto virtuale” è divenuto unico e globale, ma con infiniti linguaggi da interpretare. Basta pensare ai cosiddetti “leoni da tastiera”, gli “odiatori”, gli haters che vedono solo su uno schermo, una realtà quotidiana diversa, alterata dalla loro percezione. Non comprendendola, attaccano la diversità, creando un meccanismo perverso vecchio quanto l’essere umano. Chi studia e comprende la comunicazione, in tutte le sue forme, ben conosce le tecniche e le teorie che permettono di condizionare il pubblico senza che questo se ne accorga. L’esempio più banale e’ la pubblicità, sia quella palese che quella occultata.
Conoscere le immense frontiere dell’economia digitale
Grazie all’intelligenza artificiale gli esperti di marketing hanno a disposizione enormi quantità di dati praticamente in tempo reale per definire meglio i contenuti delle campagne di comunicazione. I dati sono analizzati dalla BI, Business Intelligence, algoritmo in grado di trasformare i dati in informazioni e le informazioni in conoscenza. Praticamente la BI è la capacità di vedere il passato, il presente e il futuro di un’azienda attraverso l’analisi dei dati, i quali non sono più degli scritti da interpretare con tempi lunghi, bensì la visualizzazione e l’analisi immediata dei dati, quelli che il fruitore di tutti i settori digitali produce, per intendersi anche il “ salva tempo” di un supermercato fornisce in tempo reale le scelte compiute dal consumatore .
La scienziata Rita Levi Montalcini, neurologa, aveva ben intuito il problema che oggi è palese:
“ le persone di oggi si illudono di essere pensanti. Il linguaggio e la comunicazione danno loro l’illusione di stare ragionando.
Ma il cervello arcaico, maligno, è anche molto astuto e maschera la propria azione dietro il linguaggio, mimando quella del cervello cognitivo.
Bisognerebbe spiegarglielo.”
La comunicazione, il linguaggio e l’intelligenza artificiale AI, sono un “nuovo” campo complesso e interdisciplinare che comprende molti sottocampi e tecnologie diverse, come l’apprendimento automatico, l’elaborazione del linguaggio naturale e la computer vision. Questo può rendere difficile, per chi non è esperto del settore e della comunicazione, la comprensione dei concetti e della terminologia utilizzati, anche semplicemente per descrivere l’IA.
L’elaborazione del linguaggio naturale (NLP) basata sull’intelligenza artificiale ci consentirà di comunicare in un linguaggio naturale, rendendo la comunicazione più efficiente, ma deve essere compreso il cambiamento che è in atto da già da tempo, visto che è abbondantemente presente nella nostra vita di tutti i giorni. Pensate, ad esempio, ai sistemi di riconoscimento vocale utilizzati dagli smartphone: funzionano con gli algoritmi dell’Intelligenza Artificiale. L’intelligenza artificiale è quindi ormai molto diffusa in tutti gli ambiti, da quello medico a quello economico, finanziario, politico, militare, sociologico ecc. uno “strumento” da comprendere e non demonizzare.