
19 agosto 2023, centenario della morte dell’economista, sociologo e ingegnere Vilfredo Pareto. Una delle menti più versatili che siano vissute tra la fine ottocento e inizio novecento, lasciando in eredità le sue capacità in politica, economia politica, statistica,teoria dei giochi, matematica, sociologia e filosofia.
Nato a Parigi da genitori italiani fu incaricato quale ingegnere, di trasferirsi a Firenze presso la Società anonima delle strade ferrate, che nel 1880 divenne Società delle Ferriere Italiane a San Giovanni Valdarno, divenendone il direttore generale.

Pareto e la città di Firenze, un grande connubio di menti che riuscirono ad espandersi grazie al famoso “salotto rosso” di Emilia Peruzzi. Il salotto era un importante centro politico intellettuale a livello non solo cittadino ma internazionale, ospitava le maggiori menti illuminate ed eclettiche di ogni campo e provenienti da ogni angolo del mondo. Emilia Toscanelli Peruzzi, era la moglie di Ubaldino Peruzzi sindaco di Firenze e Primo ministro del Regno di Italia. Donna colta, curiosa, nata in una famiglia aristocratica imparentata con i Bonaparte, casa frequentata da Antonio Rosmini, Giovan Battista Niccolini e molti nomi politici e scientifici dell’Università di Pisa. Era l’epoca di una Italia risorgimentale moderata. Emilia era interessata alla politica e a tutte le arti sia umanistiche che scientifiche, tanto che, sposando Ubaldo Peruzzi, all’epoca gonfaloniere di Firenze, lo seguirà e consiglierà sempre in tutta l’attività politica, nel 1859 lo accompagnò a Parigi per convincere Napoleone III ad appoggiare l’unione della Toscana al Regno d’Italia.

Nel salotto di Palazzo Peruzzi, in Borgo dei Greci 14, vi erano due divani di velluto rosso, delle sedie e un tavolo, ma ogni lunedì, donna Emilia, accoglieva gli scienziati, gli intellettuali e gli stranieri che passavano da Firenze. Erano delle “riunioni”, dalle quali erano banditi i discorsi di circostanza, prediligendo scambi di opinioni sulla politica, economia e cultura. Sul tavolo i visitatori trovavano del rosolio e dei biscotti, ma sopratutto un album in cui lasciare dei versi, un disegno o pensieri politici. Era l’inizio, il fervore e la volontà di costruire una nuova realtà, una Italia unita, viva, con ferventi idee di menti illuminate e visionarie che progettavano il futuro. Il marito Ubaldino Peruzzi, sindaco di Firenze capitale fu uno degli artefici maggiori dell’unità della patria, divenuto deputato continuò a promuove importanti opere pubbliche anche con lo spostamento della Capitale da Firenze a Roma. Ad una conferenza, accadde l’incontro con Vilfredo Pareto, il quale divenne per i coniugi Peruzzi un apprezzato giovane ingegnere di acuta e passionale intelligenza, ma per l’esperienza di Emilia, era bisognoso di una “delicata opera di raffinamento”. Il salotto della Peruzzi svolgeva una funzione culturale e sociale di grande importanza, sostituendosi ai giornali, che erano pochi e controllati dalla censura politica.
Il pensiero di Pareto, si basa sull’economia vista in corrispondenza alle azioni logiche dell’uomo che deve raggiungere gli obiettivi adeguati, tramite i mezzi che ha a disposizione. Per questo motivo per Pareto la sociologia non è altro che il seguito logico dell’economia. L’economia è la scienza che ha il dovere di trovare un punto di equilibrio tra materiale e immateriale a favore della comunità.

Le sue parole sono ancora molto attuali:
“La storia umana procede, mentre una gente sale e l’altra cala. Tale è il fenomeno reale, benché spesso a noi appaia sotto altra forma. La nuova aristocrazia, che vuole cacciare l’antica o anche solo essere partecipe dei poteri e degli onori di questa, non esprime schiettamente tale intendimento, ma si fa capo a tutti gli oppressi, dice di voler procacciare non il bene proprio ma quello dei più: e muove all’assalto non già in nome dei diritti di una ristretta classe, bensì in quello dei diritti di quasi tutti i cittadini. S’intende che, quando ha vinto, ricaccia sotto il giogo gli alleati o al massimo fa loro qualche concessione di forma. Tale è la storia delle contese dell’aristocrazia, della plebs e dei patres a Roma; tale, e fu ben notata dai socialisti moderni, è la storia della vittoria della borghesia sull’aristocrazia di origine feudale. La massima soddisfazione economica per una società, sostiene Pareto, avviene sempre a scapito di singoli individui e di gruppi e a beneficio di altri individui e di altri gruppi”.
È partendo da queste considerazioni che l’economista elabora un pensiero sociologico fondato sull’idea che il comportamento delle persone non può essere ridotto alla sola razionalità economica.”

Tra Pareto e i coniugi Peruzzi nasce uno scambio epistolare che sarà composto da più di milletrecento lettere, che comprendevano anche un “redazionale” del salotto, nel quale l’ingegno acuto e multidisciplinare dell’ingegnere e sociologo, faceva la differenza. Emilia Peruzzi sarà una buona amica, una confidente e una collaboratrice per i testi degli articoli scritti da Pareto, il quale le sarà non solo grato, ma anche in rimorso per non aderire alle sue idee politiche. Come nel caso dell’aggressione e delle percosse subite da Ubaldo Peruzzi, per mano di un fanatico, che vedeva nel sindaco colui che aveva provocato il dissesto finanziario di Firenze Capitale. Per Pareto la giustizia non veniva applicata a dovere da chi ha l’obbligo di provvedere alla sicurezza dei cittadini. Le sue parole la dicono lunga: “ È una vergogna che accadano tali fatti, e non mi si venga a parlare della bella e gentile Firenze! Sono veramente indignato che qualche canaglia non riceva la lezione che merita”
I coniugi Peruzzi e la signora Emilia, saranno sempre nel cuore e nella mente di Pareto anche nel momento che lasciò l’Italia per divenire Professore Ordinario di Economia Politica presso l’Universita’ di Losanna in Svizzera. Il Principio Paretiano è attuale ancora oggi, anzi è proprio a distanza di ben cento anni che il suo Principio socio economico viene rivalutato in tutti gli stati del mondo, un principio che prevede una modifica continua che consenta di migliorare la situazione di alcuni individui senza peggiorare quella di nessun altro, incrementando il benessere collettivo, in quanto circa l’80% delle conseguenze proviene dal un 20% delle cause che poi hanno un effetto sproporzionato sulla società. Le teorie morali, afferma Pareto, servono solo ai furbi e agli imbroglioni, a chi vive di ipocrisie unicamente per illudere e avere posizioni di privilegio. Uomini che hanno reso la politica irragionevole con l’inganno di una diseguaglianza di merito per raggiungere il potere. Vilfredo Pareto deve essere riletto in chiave contemporanea, come un precursore e attuatore della comprensione dei due ruoli della vita: la ragione e i sentimenti, entrambi attori nel profondo umano a riflesso nella vita sociale collettiva.
