
Inizia maggio il fiorir delle Rose. È il mese del Calendimaggio l’antica festa delle calende romane in cui si onorava la dea Flora, colei che accoglie la natura della primavera.
La Rosa è un simbolo spirituale è una perfetta forma matematica geometrica. È formata da una curva rodonea chiamata anche rosa di Grandi: Luigi Guido Grandi, pseudonimo di Francesco Lodovico Grandi, il matematico che la battezzò e la studiò intorno al 1725, proprio a Firenze nel Monastero Camaldolese. Nel 1703 pubblicò il libro “La quadratura del cerchio e dell’iperbole”, al cui interno scoprì lo stesso paradosso matematico intuito anche da Leibniz. In natura non esistono, come avviene invece in matematica, due realtà perfettamente identiche, quindi l’azione umana è sempre determinata da una precisa causa, magari a noi sconosciuta ma esistente
Ma è la matematica che spiega la realtà, o la realtà che crea la matematica?
L’affermazione di Galileo “Il libro della natura è scritto nel linguaggio della matematica” è stato un principio guida della scienza dalla rivoluzione scientifica. La questione del rapporto tra matematica e realtà è diventata sempre più urgente nel corso dell’ultimo secolo poiché la fisica sta facendo passi da gigante. L’idea dell’universo quale gigantesco computer chiamato dalla scienza Web cosmico, e la convinzione che ogni cosa, inclusa la nostra esperienza cosciente, sia un’informazione che è di per sé digitale o che può essere digitalizzata senza perdita, potremmo azzardarci a dire che è una manifestazione “moderna” del pitagorismo? La fisica è matematica non perché sappiamo così tanto sul mondo ma perché sappiamo così poco; sono solo le sue proprietà matematiche che possiamo scoprire ”(Bertrand Russell in An Outline of Philosophy , del 1927)

Il segreto della Rosa, di tanta bellezza è la matematica. La Rosa è un simbolo di millenaria antichità, un archetipo che a seconda del periodo storico, del luogo geografico o delle usanze di ogni epoca ha trasmesso, rappresentato il suo simbolismo. La purezza e la perfezione, la sensualità e l’amore passionale, il segreto e la riservatezza, l’elevazione spirituale, l’eternità e la decadenza della vita terrena.
Nella rosa il bene e il male si intreccia, è la polarità umana, l’associazione alla bellezza più eterea e la contemporanea presenza di pericolose spine lungo il loro stelo. Fiorire e sfiorire non è solo un concetto “filosofico spirituale”, non è solo l’atavico conflitto tra scienza e spirito, bensì la dimostrazione di come in natura vi siano dei modelli matematici frutto di precisi calcoli sintetizzati da un’ equazione.

La curva algebrica chiamata RODONEA, dal greco rhódon = ròsa, è una curva che crea degli avvolgimenti attorno ad un punto centrale, esattamente come osserviamo in una rosa ρ=Rcosώθ , praticamente una “grande linea evolutiva”.
“la rosa è senza perché, fiorisce poiché fiorisce, di sé non gliene cale, non chiede d’esser vista”. ( Angelus Silesius)

“ I dettagli fanno la perfezione, e la perfezione non è un dettaglio” diceva Leonardo da Vinci.
Solo chi sceglie di guardare oltre e dentro la forma, può sorprendersi un giorno nello scoprirsi intento a osservare con altri occhi qualcosa che ha sempre avuto davanti.

