
È finito un anno, il 2022, che potremmo definire molto complesso. Il 2023 si è aperto con la morte del Papa Benedetto XVI, ma tra Sacro e Profano il mondo ha perso il calciatore di tutti i tempi come Pelé e il simbolo di chi ha lottato con tutte le sue forze contro la malattia, come Gianluca Vialli.
Ma è la notizia di economia internazionale, arrivata nei primi giorni del nuovo anno a lasciare interdetti. Dopo ben 10 mesi di sanzioni, la Russia è entrata nelle prime dieci economie mondiali, per l’esattezza era la nona più grande nel 2022, ma nonostante le sanzioni resterà la nona anche nel 2023 con una perdita di Pil del 3%. Non è semplice comprendere i ribaltamenti che stanno avendo le economie globali, per esempio il Regno Unito, tra Brexit, scioperi, problematiche del dopo la pandemia, dovrà affrontare una sicura recessione, un inverno di “grande scontento”, essendo sostituita nella sua posizione, dall’India che è sempre più in crescita.
La colonna sonora è la continua trasformazione del post pandemia, la guerra in Ucraina e l’instabilità politica che porta incertezza un po’ in tutti i paesi. Secondo i dati del Fondo monetario internazionale, pubblicati nei primi giorni di gennaio 2023, la Russia nel 2022 è entrata tra le prime dieci economie del mondo, scavalcando Italia che scende al decimo posto, Brasile e Corea del Sud, che escono dalla top ten. La classifica vede anche l’India entrare per la prima volta nelle prime cinque posizioni, la graduatoria è guidata dagli Stati Uniti, seguiti a stretto giro dalla Cina. La stima è stata effettuata ad ottobre 2022 per prodotto interno lordo (Pil) ai prezzi attuali. La scalata della Russia è legata, in particolare, al rafforzamento del valore del rublo e all’aumento dei prezzi delle materie prime di cui il paese è produttore

Quindi leggendo la notizia della Russia, paese posizionato tra le dieci economie mondiali, si rimane un po’ “spiazzati”. Le sanzioni sull’esportazioni stanno provocando una grande perdita per le finanze russe, si stima che siano crollate del 70%, gli aerei non possono volare per mancanza di pezzi di ricambio e di aggiornamenti software. Probabilmente siamo solo all’inizio, perché nel 2023 l’Unione europea cesserà di acquistare il petrolio russo. L’Unione Europea è il principale partner commerciale della Russia, costituendo un buon 37% del commercio totale delle merci del Paese. La più imponente e’ l’esportazione da parte dell’occidente di software, semiconduttori e altri prodotti fondamentali per la meccanica sia industriale che militare Russa.

A confermare la validità delle sanzioni è il segretario di stato americano Antony Blinken, il quale in una recente intervista, ha affermato che: “Economicamente, le sanzioni che abbiamo imposto alla Russia per porre fine alla sua aggressione stanno avendo un effetto potente e anche crescente.
Ciò nonostante, il Presidente russo continua a disegnare un’immagine rassicurante della situazione economica del suo Paese.
Era Novembre del 2022 quando la Governatrice della Banca centrale Russa, Elvira Nabiullina, aveva parlato alla Duma, il Parlamento della Repubblica Sovietica, e con molta franchezza e senza cedere alla propaganda putiniana del “tutto va bene”ha illustrato ai parlamentari lo stato reale dell’economia della Russia e le sue prospettive fino al 2025.
Grazie alla sua grande abilità monetaria, la Nabiullina aveva suggerito a Putin di imporre l’obbligo di pagare gli acquisti di gas e petrolio in rubli. Ed è grazie a questo “ atto difensivo”, e agli avvenuti acquisti di gas e petrolio da parte dei paesi Europei, che i prezzi sono saliti alle stelle. La meta era stata raggiunta: grazie al cambio della moneta russa, il rublo, che era crollato, è potuto risalire e stabilizzarsi. Le sanzioni dell’Occidente stanno facendo il loro effetto, stanno minando l’intero sistema economico russo. Quindi, nonostante la notizia di essere la Russia, tra le dieci economie mondiali, le previsioni sono di colore nero, il Pil pro capite a prezzi costanti, cioè depurato dall’inflazione, è sceso sempre a parità di potere d’acquisto, molto lontano dai valori europei e statunitensi, ma anche di quelli italiani e tedeschi. Per la Presidente della Commissione Europea Ursula van der Leyen, in una intervista rilasciata al quotidiano tedesco Build, il fallimento nazionale della Russia è solo questione di tempo.
La guerra comporta l’aumento di rischio per il regime di Putin, perché non sta procedendo bene. In Russia circolano molte voci critiche anche sulla sua salute e sull’incertezza di chi potrebbe sostituirlo. Le sanzioni, l’eventuale sconfitta, metterebbe in discussione il potere personale di Putin, e questo potrebbe divenire il vero problema da affrontare, oltre al fatto che si stiano aprendo possibilità all’emergere di nuovi sistemi finanziari e nuove rotte commerciali per cercare di aggirare le sanzioni imposte al paese.
Dal punto di vista di Putin, c’è la certezza che la Cina non si opponga alle decisioni Russe, condizione necessaria già definita all’inizio della guerra. La stretta collaborazione Russia/Cina è ben salda, finché Vladimir Putin e Xi Jinping saranno al potere, i due Paesi manterranno stretta la loro relazione. Tuttavia non possiamo non pensare che a lungo termine, gli interessi dei due Paesi non potranno altro che divergere. La Cina sta cercando di diventare il Paese più potente del mondo, e questa azione è una grave minaccia per la Russia. È la nascita di una nuova è lunga Guerra Fredda? si estenderà, facendo tornare il bipolarismo: Russia, Cina e altri Stati autoritari da una parte, e gli Stati Uniti, i loro alleati e partner dall’altra?
La guerra Russo Ucraina ha provocato un effetto domino sul palcoscenico globale, la geopolitica è divenuta ancora più asimmetrica, rendendo plausibili alcuni conflitti che sembravano ormai appartenere al passato. Basti pensare a Taiwan, dove si sfidano Usa e Cina, la Turchia e la Grecia che in questo 2022 hanno rispolverato le tensioni, Cina ed India che continuano a guerrigliere sui confini, i Balcani, il Kosovo, la Libia, praticamente siamo entrati entrati nell’era che possiamo definire del caos.

Chiedersi se è come finirà la guerra in Ucraina, se ci saranno espansioni è una domanda che tutto il mondo si pone per questo nuovo anno 2023 appena iniziato, ed è molto probabile che questa incertezza spinga i Paesi Europei ad aumentare ulteriormente i loro bilanci militari, e sopratutto a dare il via all’escalation delle armi nucleari tattiche che tornerà’ ad essere un problema da affrontare. Non solo per quello che sarebbe il tremendo risultato immediato, ma per le conseguenze sull’interpretazione e la legittimazione del potere da parte di chi le usa, tema affrontato a Bali nel G20 di novembre 2022. Le armi nucleari tattiche sono degli ordigni nucleari a bassa intensità, hanno un potere distruttivo non su larga scala ma limitato a obiettivi specifici, come una diga, un magazzino militare, un bunker ecc. Sono ordigni di piccole dimensioni, facilmente trasportabili, che non richiedono l’utilizzo di mezzi aerei e possono essere usati direttamente dalle truppe sul campo. Ed è per questo motivo che la diplomazia deve tornare ad essere l’attore principale, occorre che la Russia divenga più consapevole dei propri limiti, e sopratutto che il conflitto sia gestito dalle potenze con maggiore chiarezza. La Russia dovrebbe anche dimostrare se vuole essere parte dell’Europa oppure dell’Asia. Come avevo già scritto nell’articolo “Aquila o Dragone” dell’ottobre 2021, al momento del ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan: “perché gli Usa stanno già confrontandosi con ben altri rischi planetari, posti dalla nuova sfida con Russia e Cina, che fa temere a molti una Seconda Guerra Fredda”.
https://www.economiaefinanzaverde.it/2021/10/13/aquila-o-dragone/