
L’istituto del “papa emerito”, giuridicamente non esiste e, da nove anni, Benedetto XVI ripete: «Il papa è uno solo»… ma non spiega mai quale sia dei due. Nella Declaratio con cui si “dimise” nel febbraio 2013, autorevoli latinisti individuarono subito errori e imperfezioni di sintassi, ma papa Ratzinger ha affermato, tre anni dopo: «Ho scritto la Declaratio in latino per non commettere errori». Possibile che tutte queste stranezze provengano da un teologo coltissimo e adamantino, nonché raffinato latinista? E se davvero papa Benedetto avesse voluto abdicare, perché continuare a vivere in Vaticano, vestendo la talare bianca, conservando il nome pontificale e altre prerogative da pontefice regnante? Lo scenario che si configura è scioccante, di importanza millenaria, e non è stato smentito da nessuno, nemmeno dal Santo Padre Benedetto XVI in persona. Attraverso la sua sottile forma di comunicazione logica, il “Codice Ratzinger”, il papa ci riconcilia con il Logos, la ragione che svela la verità, e fa comprendere la sua situazione canonica che avrà effetti dirompenti, ma forse porterà la chiesa alle sue origini in nome della verità.
Benedetto XVI, grande teologo, uomo timido dotato di grande capacità di ascolto, maestro nel predicare in modo semplice anche sui temi più complessi. Ratzinger ha incontrato milioni di persone, ha compiuto decine di viaggi internazionali e in Italia, ha scritto varie encicliche per rinnovare la dottrina sociale della Chiesa. I suoi scritti sono l’esempio di come la fede non sia un elenco di proibizioni ma un rapporto di amicizia con il Dio fatto uomo.

Ma se i tempi sono epocali, e questi ultimi anni lo stanno confermando e dimostrando, Ratzinger era il katéchon? Il termine katéchon, indica il potere che tiene a freno l’avanzata dell’Anticristo prima dell’Apocalisse: la profezia di San Paolo di Tarso sembra avvicinarsi. San Paolo profetizzò che, prima della seconda e ultima venuta di Gesù’ , dovrà avvenire l’apostasia, il ripudio totale del proprio credo e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, precisando che il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene, cioè il katéchon. Benedetto XVI era il katéchon? In un articolo del 5 dicembre 2020, scritto da Eugenio Scalfari su Repubblica, riguardo ai due Papi così si espresse nel finale: “Le particelle elementari del Principe di Salina”.

Un messaggio? Sappiamo che le particelle elementari sono indivisibili e che il motto del Principe di Salina è “che tutto deve cambiare per restare uguale”… profezia o conoscenza dei fatti per Scalfari grande amico di Bergoglio? Se Benedetto XVI e Papa Francesco sono indivisibili, cosa succederà adesso che è morto Ratzinger?
Iniziamo con il capire perché Benedetto XVI era ed è rimasto il Papa: Benedetto XVI, annunciando l’11 febbraio 2013 le sue dimissioni, ha dichiarato di rinunziare al ministero del Pontificato, ma attenzione, non ha rinunciato al “ Munus’ petrino, e solo se il papa non ha più il Munus non è più papa. Poi si è auto-definito ‘Papa emerito’, e ha continuato a indossare la veste bianca, che caratterizza lo status di Papa, impartendo la benedizione apostolica. Ma nella Chiesa cattolica ci può essere un solo Papa, e non due. Il papa è uno ed è Benedetto XVI, il papa “emerito” è uno status inesistente dal punto di vista canonico, ma semplicemente qualificativo che, fra i “due papi” indica l’unico che “ha diritto di ricoprire quella carica”, dal verbo latino “emereo”, cioè l’unico che “merita di essere papa”. Infatti, nel 2013, papa Ratzinger non ha affatto abdicato, ma si è autoesiliato in “sede impedita”, (canone ecclesiastico 412), dove il papa è formalmente ritirato. Tutta la Magna Quaestio si basa sulla sua rinuncia al ministerium, l’esercizio pratico del potere, uno dei due enti con il quale, insieme al munus (titolo papale di origine divina) nel 1983 è stato scomposto l’ufficio papale. Se si rinuncia in modo simultaneo e ratificato al munus, c’è l’abdicazione. Se si rinuncia in modo differito e non ratificato al ministerium, come ha fatto Benedetto nel 2013, c’è la sede impedita cioè impossibilitato per cause esterne a svolgere il proprio ministero ma rimanente a tutti gli effetti Pontefice.
Quindi Se la Declaratio è nulla, come sostengono vari autorevoli giuristi, Benedetto XVI era ancora il Papa, l’intera linea di successione di Bergoglio è antipapale? È la fine, l’ultimo Papa, oppure è la possibilità che la Chiesa Cattolica rinasca dalle sue ceneri ripartendo dalle origini? e per storia, queste parole le profetizzò proprio Ratzinger nel 1969.
Per altro già tutto è successo, fu San Bernardo di Chiaravalle nel 1138, deponendo l’antipapa Vittore IV a sua volta eletto dopo un altro antipapa, Anacleto II a ripristinare la linea successoria. Il 2023 riserverà molte sorprese.