
Fu Sant’ Agostino che si fece propagatore del culto di SANTO STEFANO, lo fece in un discorso tenuto nel 425 d.C, nel quale Sant’Agostino riferisce che, subito dopo il ritrovamento a Gerusalemme del corpo di santo Stefano iniziarono a verificarsi miracoli nei suoi luoghi di culto. Un aspetto particolare è nel racconto degli Atti degli Apostoli, nel quale si avvicina Santo Stefano a Gesù, ed è per questo motivo che si celebra il giorno dopo il Natale. È il perdono di Santo Stefano prima di morire lapidato. Anche Dante nella Divina Commedia, ( Purgatorio canto XV) racconta di aver assistito ad una scena toccante: quella della lapidazione di Stefano che, morente, invoca il perdono per i suoi persecutori. Santo Stefano dunque muore affidando la propria vita a Dio e perdonando i suoi persecutori.

Poi vidi genti accese in foco d’ira
con pietre un giovinetto ancider, forte
gridando a sé pur: “Martira, martira!”

La chiesa di Santo Stefano Rotondo, fu eretta ai tempi di Papa Simplicio tra il 468 e il 483 D.C. Sul colle del Celio. Una chiesa quasi nascosta alla vista, una struttura che non ha una vera e propria facciata. Bisogna entrare per restare stupiti della bellezza che esprime un interno cosi armonioso ed etereo, tanto che si resta stupiti per la percezione di trovarsi in un’altra dimensione. Sicuramente contribuisce la sua costruzione simmetrica con cerchi concentrici, infatti la chiesa è a pianta circolare. Quando il Papa Simplicio da Tivoli, la fece edificare, era uno dei periodi più bui della storia, con la morte dell’Imperatore Teodosio cadde anche il potere di Roma. Costruire la chiesa di Santo Stefano era veramente importante. Il Papa la fece edificare in quello che era stato un antico bosco sacro pre romano, accanto ai resti dei templi egizi più importanti di Roma, esattamente sopra il mitreo dei Castra Peregrini. La grande curiosità è che la chiesa, intesa come tempio, era simbolo e racconto, esperienza ed ammonimento, praticamente era la dottrina fatta pietra, per essere tramandata ai posteri. Santo Stefano Rotondo rappresentava la Gerusalemme Celeste dell’Apocalisse di San Giovanni, molti sono gli elementi allegorici che accostano la visione di Giovanni alla costruzione della Chiesa.
“conoscerete la verità, e la verità vi renderà liberi” (Giovanni 8:31,32)

In quei lontani anni, c’era ancora l’antica conoscenza di saper costruire secondo misura, cioè usando le esperienze trasmesse nel tempo dagli antichi Maestri, le forme venivano plasmate per poter parlare ai posteri, ed arricchite di simboli e significati profondi e duraturi. I 144 cubiti ( L’Unità’ di misura) fu usata per la chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, il mausoleo di Santa Elena a Roma, la chiesa mariana del Monte Gorizim, la rotonda pagana di Salonicco conosciuta come rotonda di San Giorgio, ed i 144 piedi per la Cappella Palatina di Aix-the-Chapel. L’origine di questa misura proviene dalla Rivelazione (Apocalisse) in cui Giovanni attribuisce alla periferia della città celestiale un valore di 144 cubiti.
Il numero 144 non è casuale: è la moltiplicazione di 12 per 12, considerato la massima completezza; sono le 24 ore del giorno moltiplicate per le ore dei sei giorni della creazione: 24×6 = 144 ore. Sia per Platone che per Aristotele, avverrebbero importanti cambiamenti nelle città ogni 144 anni. Ma è anche il numero scientifico all’interno della precessione degli equinozi: Il moto giroscopico dell’asse terrestre, fenomeno di natura vettoriale, determina la precessione che impiega 25776 anni per compiere una rotazione completa, mentre il moto di anticipo sul punto vernale ( in astronomia è il punto equinoziale di marzo, indicato con la lettera greca γ che ricorda le corna dell’ariete di marzo) è chiamato precessione degli equinozi, ed impiega 25920 anni per compiere un giro completo sull’asse terrestre. Calcolando ora la differenza dei due periodi processionali, 25920 – 25776 = 144 . Il risultato è 144.
Tutto ciò era già ben conosciuto da Platone, il quale chiamò la Precessione degli equinozi “anno Platonico” riassumendo 25920 anni in un solo anno, dividendo in 12 mesi, le ere di 2160 anni. La terra fa uno scatto di un grado ogni 72 anni e 2 gradi ogni 144 anni. È il Senso della Bellezza che sta tornando a coniugare, ad unire verso un punto d’incontro la Scienza e la Spiritualità.
Tutto ciò che precedentemente è stato espresso in antiche scritture, di qualunque genere esse siano, e di qualunque religione, furono “divise”, ma adesso stanno trovando una propria corrispondenza scientifica nel mondo che ci circonda.

Che sia il momento che ci avvicini al riconoscimento della “Legge Universale” che tutto regola e che tutto tiene in piedi? Quell’energia misteriosa che Fabiola Giannotti, direttrice del CERN, ammette che ancora la scienza sta cercando di spiegare?
La Chiesa di Santo Stefano Rotondo al Celio, al suo interno, era formata da tre cilindri concentrici: il locale centrale aveva un diametro di 48 cubiti ; 22 colonne lo separavano dal secondo cerchio il quale a sua volta distava 24 cubiti dal terzo anello formato da 8 grandi piloni di sostegno e da 36 colonne; infine, alla distanza ancora di 24 cubiti si trovava il muro esterno della chiesa. La luce entrava da 36 finestre e da 22 finestre che illuminavano la sala centrale; 12 erano gli scalini che conducevano alle 8 porte esterne che a loro volta si aprivano in 4 stanze, disposte a croce ai vertici dei quattro punti cardinali; da qui, attraverso altre quattro porte si entrava nel tempio vero e proprio.
Numeri carichi di significato. I 12 scalini che conducono al tempio sono i 12 Apostoli che sorreggono la Chiesa; il numero 8 ripetuto due volte (i portali esterni e i pilastri di sostegno) rappresentano il mistero della Resurrezione che avvenne, appunto, l’ottavo giorno; otto è quindi il simbolo della nuova era del mondo; non a caso il fonte battesimale in cui si viene alla nuova vita spirituale è spessissimo di forma ottagonale, ricordo il Battistero di Firenze. Otto sono gli spigoli che sorreggono e delimitano la croce, simbolo stesso del regno di Cristo, croce che è disegnata due volte all’interno dell’ottagono e che orienta lungo l’asse nord-sud. Le 22 colonne che delimitano il centro del tempio dal secondo cilindro e che ricevono luce da 22 finestre possono essere lette come un riferimento alle 22 lettere che compongono l’alfabeto ebraico, in particolare alla prima e all’ultima: “Io, io sono l’alfa e l’omega” è detto più volte nelle Scritture e che possiamo vedere su molte chiese come Santa Croce.
Il numero 36, riferito alle colonne del secondo cilindro e alle finestre esterne può essere interpretato come 3 volte dodici, cioè trinità, perfezione (omne trinum perfectum) per dodici, numero degli Apostoli , numero delle tribù di Israele, numero perfetto venerato fin dall’antichità. È il numero delle stelle dello zodiaco, fondamento dell’antico sistema babilonese, ma 36 è anche soprattutto riconducibile al numero otto. Infatti “l’ogdoade” è la somma di uno più due, più tre, fino al numero otto, che da trentasei, e abbiamo già visto come l’otto sia il numero più rappresentativo riprodotto in questa chiesa. Due importanti studi sono stati scritti su Santo Stefano Rotondo da Ritz Sandor:
L’insuperabile creazione del passato, presente e futuro. Il tempio perenne di Santo Stefano Rotondo in Roma, la nuova Gerusalemme dell’Apocalisse.
