Verrà il secolo in cui l’uomo scoprirà forze potenti nella Natura. Giordano Bruno

“Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio, comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace e menzognera che lo rende e lo tiene schiavo. L’uomo non ha limiti e quando se ne renderà conto, sarà libero anche qui, in questo mondo”, Giordano Bruno (1548-1600).

Saggi, poeti illuminati di secoli scorsi già preannunciavano che TUTTO è collegato da sottili fili invisibili. La scienza ha dimostrato forze potenti, le “stringhe magnetiche”, simili a “elastici” chiamati stringhe cosmiche, che produrrebbero le increspature dello spazio tempo, meglio conosciute, studiate e dimostrare negli ultimi anni come onde gravitazionali, che proverrebbero da sistemi binari di buchi neri. La peculiarità è quella di collegare all’istante, superando quindi la velocità della luce di Einstein, delle distanze enormi per il nostro concetto mentale terrestre, ma così reali da essere osservati dalla NASA. E’ chiamato “entanglement” ed è la connessione istantanea tra movimenti sia vicini sia lontani, connessione indipendente dalle reciproche distanze. Non c’è “distanziamento sociale” tra le galassie, né c’è tra le particelle che formano i nostri corpi. Giordano Bruno preannunciava i semi che sarebbero germogliati, ma ammoniva che “Se questa scienza che grandi vantaggi porterà all’uomo, non servirà all’uomo per comprendere se stesso, finirà per rigirarsi contro l’uomo”.

Ci sono uomini e donne che hanno vissuto epoche storiche che non gli appartenevano. Menti illuminate da idee rivoluzionare troppo premature per il tempo e il contesto culturale che stavano e stanno vivendo. Gran parte di loro sono stati perseguitati, oltraggiati e ancora oggi, messi al margine dal potere costituito, in ragione delle loro idee troppo distanti da quelle ufficialmente accettate e pertanto troppo scomode. Le loro ricerche sono state ignorate nella migliore delle ipotesi, se non derise o addirittura manipolate e sminuite affinché risultassero palesemente false o nulle a tutti coloro che si fossero accostati ad esse per cercare di comprenderle. Nessun uomo inventa qualcosa che potenzialmente non esista già, ma una mente ispirata può scoprire e descrivere parte delle leggi universali che ci governano. Ognuno di questi uomini ha acceso la luce su una porzione del Progetto, ha esteso la propria mente al di là delle convinzioni del proprio tempo.

Conoscere, leggere e comprendere Giordano Bruno significa entrare nel pensiero ermetico. La sapienza della concezione bruniana, figlia della ‘gnosi ermetica’, ha la pretesa di provenire da un altro piano di realtà, ossia da un mondo superiore che comunica da sempre ininterrottamente informazioni negli animi degli ‘eletti’; lo stesso Bruno più volte sosteneva nei suoi scritti che la verità non è comprensibile a tutti, ma solo a pochissime anime dotte. Esistono esseri che “indicano la via per edificare un ‘nuovo mondo’, per aprire il cammino all’umanità verso una nuova aurora: sono esseri di luce, accomunati dalla stessa forza ed energia, ma anche “marchiati” dalla stessa solitudine. Forse, sono venuti troppo presto, “nati postumi con la mente dinamite”, avrebbe detto Nietzsche.

Giordano Bruno fu a tutti gli effetti un aristocratico del pensiero, sempre pronto a difendere con le unghie e con i denti l’amore per la verità: per esempio i ‘Sigilli bruniani’, e con essi tutti i diagrammi ermetici, le xilografie incise su legno, da lui elaborati, sono in realtà strumenti di connessione, portali tra la dimensione fisica e quella metafisica.

Per mezzo del loro simbolismo geometrico è infatti possibile alterare il nostro stato di coscienza e comprendere altre realtà più sottili e al tempo stesso più grandi della nostra. “Prisca Magia”, il regno divino situato da sempre nell’intimo di ogni essere vivente. Per Marsilio Ficino esisteva una lunga catena iniziatica che comprendeva Zoroastro, Ermete Trismegisto, Orfeo, Pitagora, Platone e Plotino. La sapienza di questi maestri, frutto della rivelazione divina, fu nascosta al popolo sotto il velo di favole e misteri.

I Sigilli ermetici, realizzati con squadra e compasso, antichi simboli iniziatici propri della geometria sacra, sono inequivocabilmente stati creati per mezzo di ciò che Bruno chiama ‘Magia matematica’. ‘Misurare’ equivale al sigillo ‘Mente’, ‘Comprendere’ equivale al sigillo ‘Intelletto’, ‘Realizzare’ equivale al sigillo ‘Amore’. È Amore, la forza “che move il sole e l’altre stelle”, di cui parla Dante, è “l’unica che muove infiniti mondi e li rende vivi”. E quella “magia naturale” che solo il vero saggio da sempre percepisce nel profondo, dentro di se. I Sigilli bruniani sono essenzialmente archetipi, pensieri visivi, talismani capaci di creare una effettiva connessione tra il mondo reale e il mondo ideale e di risvegliare la memoria immortale, ovverosia la ‘memoria dell’anima’. Giordano Bruno rivela il grande segreto, la magia della natura: la comunione naturale di ogni corpo con il messaggio genetico, che fu poi il motivo vero della sua condanna, perché vanificava il ruolo della Chiesa come intermediaria tra l’uomo e Dio. Bruno rivela il ruolo centrale di protagonista dell’uomo nel progetto cosmico, prevede i tempi attuali e l’evento che ristabilirà l’antico volto: il risveglio dell’uomo alla coscienza dell’infinita e vera realtà, l’Amore.

“Chi, perciò, consistendo nel luogo e nel tempo, libererà le ragioni delle idee dal luogo e dal tempo, si conformerà agli enti divini. Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell’illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi. Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini.” Giordano Bruno.

Giordano Bruno, prevede ed evidenzia come il pianeta di oggi si stia trasformando, una predizione di secoli indietro. Scienza del futuro? O coscienza delle infinite potenzialità dell’essere umano e soprattutto della sua immortalità? Bruno annuncia la nascita dell’uomo nuovo, libero da tabù e paure, capace di ricevere e di riflettere nelle sue opere l’intero messaggio vitale, quello che oggi è conosciuto come DNA, quindi la possibilità di creare un nuovo mondo che sia di pace e vera giustizia.

Il grande segreto per Bruno è la magia della natura: la comunione naturale di ogni corpo con il messaggio genetico. Bruno rivela il ruolo centrale di protagonista dell’uomo nel progetto cosmico, prevede i tempi attuali e l’evento che ristabilirà l’antico volto: il risveglio dell’uomo alla coscienza dell’infinita e vera realtà, l’energia Oscura, ovvero l’energia che conosciamo come l’Amore.

È la Forza cosmica di Bruno, chiamata “Eroico furore”. L’uomo nuovo è il furioso, l’ebbro di Dio e arso d’amore che con uno sforzo eroico, cioè da eros, giunge a una sovrumana immedesimazione con il processo cosmico per cui l’Universo si dispiega nelle cose e le cose si risolvono nell’Universo, generando una sorta di legame d’amore tra lui e la Natura. E’ l’Amore, il lato luminoso della Forza con cui tutti possono comunicare e di cui nessuno si può appropriare… 

L’eresia di Giordano Bruno è una “nuova” e antica concezione della realtà, utile a comprendere che i limiti di energia e di tempo sono tutti falsi, utili a soggiogare la mente che ci crede. Da millenni siamo stati immersi in una caverna in cui non abbiamo potuto osservare la realtà reale, ma solo le ombre proiettate sulle pareti della caverna, come ben ci ha spiegato prima Platone con il “mito della caverna” e poi Giordano Bruno.

Solo il fuoco dell’esperienza dell’Amore è in grado di aprire la strada alla visione di Dio, è la via del Tutto, dell’unità. Scorrendo in particolare i suoi sette scritti magici, tra cui la “Lampas triginta statuarum”, testo di bellezza poetica e sopratutto immaginativa, che fu la prima delle opere scritte da Bruno, non pubblicate Wüttemberg, nel soggiorno del 1587. Fa parte della trilogia delle lampade. Lavoro inedito fino al 1891, quando Felice Tocco e Girolamo Vitelli furono gli scopritori del Bruno Maestro di arte della memoria, che Frances Yates scopri’ dopo il 1950. Leggendo non possiamo non cogliere il moderno senso del Divino nell’uomo come appartenenza al Tutto, è la scintilla perfetta di un Tutto unico e animato, la metempsicosi orfico-pitagorica, nel quale la morte non è altro che una dissoluzione di legami, ma nessun spirito o nessun corpo celeste perisce: è solo un continuo mutare, trasformare e creare combinazioni, come scrisse nel De Magia Naturali. È l’intuizione che l’anima possa istituire innumerevoli legami tra piani dell’universo.

“La verità attraversa sempre tre fasi. Prima viene ridicolizzata, poi violentemente contestata, infine accettata come una cosa ovvia

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