
Un prezioso seme, l’importante convegno voluto e realizzato del Ingegnere Vincenzo di Nardo. “Una Firenze grande per una Grande Firenze”. Un convegno ed una pubblicazione per iniziare con responsabilità, ad immaginare la città del futuro. La pubblicazione, è curata da Giandomenico Amendola, professore ordinario di Sociologia Urbana all’Universita’ di Firenze e dell’Ingegnere Vincenzo di Nardo, Presidente del Consorzio GST, Appalti e Costruzioni, docente del corso di laurea “partenariato pubblico e privato”. Con visione e progettualità, Firenze diviene laboratorio di nuove idee e buone pratiche, superando dicotomie anacronistiche per considerare la città dentro e fuori le mura. Nuove consapevolezze e sensibilità che la politica ha il compito di incoraggiare. Riannodare i sottili fili di legami comunitari, rivedere il nostro rapporto con le risorse naturali, lavorare per lo sviluppo ambientale e sociale. Ragionare sul futuro di Firenze, e sulla necessaria alleanza con le comunità circostanti. Una sfida che possa divenire un modello di stimoli, visioni e sopratutto ci faccia smettere di guardare lo specchietto retrovisore e con concretezza, responsabilità e partecipazione, ci porti a guardare avanti verso il futuro.

Il sindaco Dario Nardella ha lanciato l’idea della Grande Firenze quale progressiva unione con i Comuni della cintura territoriale circostante. il passo avanti è l’Associazione dei dodici Comuni: Firenze, Impruneta, Lastra a Signa, Signa, Scandicci, Fiesole, Campi, Calenzano, Vaglia, Bagno a Ripoli e Pontassieve. Non dobbiamo ripetere l’errore di un Comune unico, sarebbe un passo più lungo della gamba. Dobbiamo associarci per mettere in condivisione la pianificazione urbanistica e la valorizzazione di una promozione economica della Grande Firenze. È la Grande Firenze che potrà sciogliere i nodi politici legati alle rivalità, con umiltà e coraggio. “Mi reputo un uomo del dialogo e oggi le cose si fanno se si affrontano insieme e non a colpi di accetta”. ( Dario Nardella, Sindaco di Firenze)

Il Presidente di Confindustria Firenze, Maurizio Bigazzi, vede lo scenario fiorentino e toscano a livello di competitività internazionale . Si deve far comprendere ai sistemi metropolitani, che in questo secolo, le città come Firenze, devono essere delle protagoniste globali. Luoghi di innovazione produttiva, un mix di terziario avanzato e manifattura. Territori che concentrano funzioni di ricerca e settori nuovi, che sono calamite dei Talenti necessari all’economia della conoscenza.
L’Europa considera le città metropolitane come centrali per il suo rilancio e lo abbiamo visto con il PNNR. Ora l’Italia deve scommettere su queste città, le quali sono il contenitore del PIL e della popolazione. I cittadini devono essere protagonisti, ricevendo la comunicazione e la condivisione degli snodi economici e infrastrutturali che sono in atto.
La crisi è la “rottura della continuità”, il metodo è la sussidiarietà. Ognuno nel proprio ruolo è protagonista attivo del cambiamento. Ricostruire vuol dire collaborare con il tempo , il passato serve quale sorgente per poi proiettare le prospettive future. È la Firenze di domani che deve essere costruita oggi.

Luigi Salvadori, Presidente Fondazione CR Firenze dimostra l’operato messo in atto in questi ultimi anni. Interventi e programmi fortemente innovativi, progetti che hanno anticipato una visione di insieme. Il recupero dell’ex caserma Cavalli, in Oltrarno, per farne la casa delle start up e l’assoluto rilievo che il complesso Bardini ha saputo conquistare in ambito culturale e artistico. Se Adam Smith, padre dell’economia, intravedeva la necessità di un legame tra capitalismo e valori etici, un secolo più tardi, il filosofo ed economista britannico John Stuart Mill sosteneva che “nessuno può essere felice senza rendere felici gli altri”.
Qualità e’ la parola chiave, dice Lorenzo Becattini, Presidente di Firenze Fiera, il centro fieristico congressuale nato con caratteristiche di ente sovracittadino. La città metropolitana è la somma di tutti i Comuni della ex Provincia senza la parte elettiva, ma punto di riferimento del territorio. Sarà diverso anche il turismo se lo aiuteremo a cambiare. L’integrazione deve essere progettata nei trasporti, strade, pianificazione urbanistica, mercato del lavoro e servizi di impresa.
È il volto della città tra radici e futuro. Una interazione di tutti coloro che la abitano, quelli che ci lavorano e quelli che la godono nella sua bellezza.
È necessario in questa fase, contemperare le occasione di scambio e di esperienze a livello nazionale, perché possano produrre nuova consapevolezza e stimolare idee, dice Eugenio Giani Presidente della Regione Toscana. Proiettare le nostre città in una visione di sostenibilità. Trasformare i fattori di crisi in opportunità di apprendimento e di crescita.

Se paragoniamo la città a un corpo vivo, i suoi polmoni torneranno a ossigenarsi solo se dalle aree esterne giungerà un respiro che impedisca a Firenze di considerare come luogo di valore solo il centro storico. Architetto Marco Casamonti, fondatore di Archea associati.
Nuove pratiche e nuove idee per costruire il futuro. Un luogo che non sia solo delle reti brevi e delle piccole distanze, dice Patrizia Asproni, che ha diretto con grande successo il Museo Marino Marini, ma distanze che si connettano con quelle lunghe, lavorative, culturali, di studio e di turismo condiviso e non più solo di consumo. Precorrere tutte le strade della storia per preconizzare il futuro.
La Grande Firenze non è un sogno, non fa parte delle parole, ma è una messa in atto concreta, uno sforzo intelligente che è già in proiezione