
Agnese Scappini è psicologa del lavoro e dei contesti, dottoressa in filosofia ed etica delle relazioni umane, specializzata in psicoterapia: iscritta all’associazione italiana psicologi giuridici, esperta in comunicazione e da non molto possiamo aggiungere: scrittrice, in quanto è uscito il suo primo libro il “Grandangolo Temporale”. Incontro la Dottoressa Scappini non nella sua Perugia, ma a Roma dove ha presentato il suo libro al “Centro Studi Americani”.
Dove nasce Agnese Scappini bambina?
Nasco nel più profondo verde dell’Umbria, sulla riva del Tevere, tanto che i miei lineamenti etruschi, incredibilmente etruschi, mi diranno dei fotografi, sono divenuti un biglietto da visita in tante occasioni. La mia crescita si è formata nella natura, tra prati, fiumi e animali allo stato brado; ero una ragazzina libera ma con valori molto chiari e definiti che i miei genitori hanno saputo donarmi con amore: Rigore, Disciplina, Armonia e Bellezza. Valori che mi accompagnano in tutte le scelte della mia vita.
Quindi per lei il concetto di etica è insito nella sua educazione.
Si, non sono un’amante della strada già tracciata, sono una “ribelle” nell’animo. Ho avuto la fortuna di avere un padre che mi ha educata ad essere una donna emancipata, tanto che sono stata travolta molto presto dalla curiosità e dal amore per lo studio.
Sapeva già da studentessa quale sarebbe stato il suo percorso?
Francamente dentro di me c’era una forte percezione nel voler aiutare le persone, ma quando si è molto giovani ancora non si sa come. Sarà per questo motivo che dopo gli studi classici ho scelto di studiare filosofia.
Concordo con lei dottoressa, che la filosofia se affrontata attraverso uno studio Accademico aiuta a trovare risposte alle domande fondamentali dell’esistenza umana.

Esatto, una netta minoranza femminile della facoltà perugina dei primi anni duemila, proprio nel momento del passaggio dal cartaceo al virtuale, si domandava a cosa sarebbe potuta servire la filosofia. Socrate mi ha sempre fatto sentire la sua voce… “Proprio perché serva di nessuno, è il più nobile dei saperi”. Personalmente la filosofia mi apre la mente all’esercizio del pensare prima che del sapere, e riesce a non saziarmi mai.
Lei è una affermata psicologa, quindi deduco che non si sia fermata alla filosofia?
Credo fermamente che l’emancipazione vada vissuta in modo radicale, ricercando continuamente. Nel momento che ero in attesa del mio primo figlio, mi sono iscritta alla facoltà di Psicologia, con l’ attesa della seconda figlia ho concluso il secondo anno. Dopo la loro nascita mi sono laureata alla triennale, con la tesi di laurea, fuori dai soliti schemi, sulla disabilità. La mia specializzazione è stata a Firenze in Psicologia del Lavoro ed è in quel momento che scopro un’altra mia dimensione: la formazione.
Ma la formazione è anche un processo di comunicazione, forse più evoluto e più complesso?
La mia sensibilità da esteta non mi ha mai abbandonata, posando per servizi fotografici, ed usufruendo dei tempi di sviluppo tecnologico, ho approfondito la comunicazione, prendendone dimestichezza attraverso i suoi principali strumenti. È stato in quel preciso istante che ho compreso l’importanza del processo necessario: la presenza del formatore e del formandomi. Mi sono iscritta alla scuola di Psicoterapia per dare corpo e solidità alle mie teorie. Era finalmente arrivato il momento dell’aver cura.
Dottoressa, aver cura, sapersi prendere cura e’ un grande potere, e quindi è sempre una grande responsabilità
Trovo la mia nuova dimensione, la mia eudaimonia, come un fine naturale della vita umana, perché è effettivamente una gioia, scoprire, far muovere, far agire il proprio buon demone nella condizione complessiva di benessere.
Ed ecco che in questo punto si coniugano i suoi studi di filosofia con la psicologia. Il Demone di conoscere se stessi, di non eccedere in nulla, i punti cardinali intorno ai quali ruota la saggezza legata a Sofocle e Socrate, Platone e Aristotele, Cicerone e Orazio, Seneca e sant’ Agostino

Si, continuo con ogni mio paziente a scoprire, domandare e conoscere. È il momento nel quale metto in atto il mio “metodo”. Un metodo semplicissimo nella sua logica, si basa sul riuscire a portare la persona che ha subito un trauma, più o meno grave, ad osservarsi da un punto e da uno spazio di osservazione più ampio possibile: nasce il “GRANDANGOLO TEMPORALE”. Oggi il metodo è divenuto un libro, un breve manuale nel quale cerco di stimolare la riflessione. Il metodo è la ricerca stessa, ma anche il recupero di saperi e di memorie.
Dottoressa Scappini, lei mi fa venire in mente l’invito che il filosofo Max Weber, rivolse ai giovani davanti alle macerie della prima guerra mondiale. “Professore, cosa dobbiamo fare?», il professore rispose: “Ognuno segua il demone che tiene i fili della sua vita”.
È un po’ quello che mi sento dire dai miei pazienti, a volte sconfortati da un vivere quotidiano complesso. Spesso mi parlano di ingiustizie della vita, e la mia risposta è sempre la stessa: la vita non può essere giusta o sbagliata perché è al di là del bene e del male. (Giobbe lo ha insegnato bene).
Dottoressa quali sono i valori che ognuno di noi può e deve mettere in pratica per poter vedere dei cambiamenti nella propria vita?
I valori sono l’impegno, l’esercizio che ha il suo hardcore nella disciplina, nella costanza, e nella forza di volontà. Ma sopra di tutto, mai tralasciare il concetto di speranza, quel sentimento di fiduciosa realizzazione, presente o futura. È nutrire, accarezzare, concepire la fede nell’universo e nella sua immensa co-scienza.
Filosofa, psicologa ed esperta di comunicazione. Da sempre dico che non esistono cattivi strumenti ma buoni suonatori, e lei me lo sta confermando, come si rapporta con il suo lavoro ai social ?
Nei social, sopratutto su instragram, metto a disposizione il sapere, la conoscenza che è mia fedele alleata. Ho creato un format virtuale che ho chiamato “i miei 60 secondi di Psicologia”, piccole pillole di aiuto quotidiano per placare, armonizzare il caos mentale derivato dal logorio della quotidianità .