
L’automobile è femminile disse Gabriele D’Annunzio, e se oggi per noi il termine automobile è un sostantivo femminile del quale non ci sono dubbi, in passato questi ci sono stati e hanno acceso molte discussioni. Per la prima volta l’Italia ha una Presidente del Consiglio Donna, alla quale auguro un buon lavoro in tempi così difficili. Giorgia Meloni è una Presidente che crede fortemente nel concetto Italia e nel prodotto Italia, tanto che ha costituito un importante cambiamento lessicale per alcuni ministeri, con nomi come sovranità alimentare, made in Italy, famiglia e natalità, sicurezza energetica ad indicare l’identità del nuovo esecutivo.
Una visione politica precisa, in un momento di transizione epocale che vede puntati gli occhi di tutto il mondo. Proprio ieri 21 ottobre, a Bruxelles la Commissione Europea si è riunita per trovare l’accordo energetico per un meccanismo “dinamico” con l’Asia, per non compromettere le forniture di Gnl. Italia, Francia e Spagna sono favorevoli, Germania, Austria e Olanda si oppongono in modo concreto. La difficoltà è sempre insita nel concetto di “agire insieme” e di credere in noi stessi.

“Crediamo di essere un paese, ma la verità è che siamo poco più di un paesaggio.”
( Nicanor Parra)
Tra passaggi istituzionali, procedure formali dettate da una consolidata prassi costituzionale, regole ferree imposte dal Cerimoniale, c’è anche la sottolineatura di un paese che non crede mai in se stesso. Tra queste, ormai da tempo, si annoverano anche gli arrivi al Quirinale di leader, futuri premier o presidenti del Consiglio. La presidente del Consiglio incaricata, Giorgia Meloni, ha scelto di salire sul Colle dal Presidente della Repubblica Mattarella, a bordo della sua abituale Cinquecento bianco panna. L’ automobile che fotografi e giornalisti hanno imparato a riconoscere in queste settimane di pedinamento della futura Presidente, quattro settimane trascorse tra il voto e l’incarico. Ma il cerimoniale del Quirinale, ha deciso per la Presidente del Consiglio Italiano Giorgia Meloni, di metterle a disposizione una berlina più importante. Una Maserati? Una Alfa Romeo? Una Ferrari? Una Evo? Una Lancia? Assolutamente no, le ha messo a disposizione una berlina tedesca, una Audi.

La cosa che fa “sorridere” è che c’è stata una forte scelta di cambiamento che ha portato a trasformare il ministero dello Sviluppo Economico e delle Imprese, facendolo diventare il ministero del made in Italy. Giorgia Meloni da tempo parla della necessità di valorizzare e proteggere dalle frodi tutto ciò che viene prodotto in Italia, tutelare l’industria italiana è tutto ciò che viene esportato all’estero. «Voglio un liceo del made in Italy» . Noi italiani non possiamo altro che esultare per un concetto che dovrebbe farci tornare protagonisti dell’industria, dell’Artigianato, del design, del Talento che le idee e le mani di questo paese hanno prodotto per secoli. E come celebriamo il nostro Made in Italy nel mondo il giorno dell’insediamento della nostra Presidente del Consiglio? Con una AUDI. La messa in evidenza di una marca automobilistica tedesca.

La domanda che mi pongo è sempre la solita, perché noi italiani scivoliamo sulla banalità, perché non siamo capaci in momenti così importanti, che sono sotto gli occhi di tutto il mondo, a celebrare la bellezza e i dettagli della nostra industria?
Le parole insegnano, gli esempi trascinano. Solo i fatti danno credibilità alle parole.
(Sant’Agostino)