
“Dentro dall’uomo possono essere due difetti e impedi[men]ti: l’uno dalla parte del corpo, l’altro dalla parte dell’anima. Dalla parte del corpo è quando le parti sono indebitamente disposte, sì che nulla ricevere può, sì come sono sordi e muti e loro simili. Dalla parte dell’anima è quando la malizia vince in essa, sì che si fa seguitatrice di viziose dilettazioni, nelle quali riceve tanto inganno che per quelle ogni cosa tiene a vile.” ( Dante Convivio)
Il Convivio è una opera incompiuta di Dante, scritta negli anni dell’esilio, tra il 1304 e il 1307. L’opera, prevedeva, oltre al Proemio, 14 trattati di commento ad altrettante canzoni d’amore e di contenuto filosofico. Purtroppo si interruppe al quarto trattato. Grazie alle numerose fonti cui attinge, Bibbia, Aristotele, Cicerone, Boezio, Ovidio, Virgilio, ecc, il Convivio è una specie di enciclopedia del sapere umano, che ci mostra l’ampiezza delle letture e la rigorosa impalcatura logica del ragionamento dantesco.
Il primo trattato, composto da 13 capitoli, è l’introduzione generale che contiene la lode alla filosofia. È il pane del sapere, il cibo di Sapienza. Cibo? Convivio significa banchetto.
Il poeta ha ben in mente l’immagine del ‘vivere insieme’, del “mangiare insieme’, condividendo il cibo. Ma il “Convivio è una metafora, è il “banchetto della sapienza’.
Alla mensa sono seduti i veri sapienti. Dante immagina se stesso ai piedi della loro tavola dai quali può raccogliere le briciole del sapere. Le briciole, al di là del loro aspetto frammentario, costituiscono ricchezza accessibile per tutti. È lo scopo del Poeta, la sua divulgazione per rivolgersi a tutti gli esseri umani. È per questo motivo che scrive in volgare, la lingua quotidiana del popolo. ‘Traduce’ dal dotto latino in lingua “semplice” il ricco sapere.
Dante apparecchia, nel Convivio, una tavola sul quale imbastire un “banchetto metaforico”. Le vivande servite agli ospiti sono conoscenze degne di essere condivise con tutti, i quali eravamo, siamo e saremo tutti noi.
Il cibo servito è politica, teologia, filosofia, geografia, nei fatti la conoscenza più ampia.
La ‘beata mensa dei sapienti’ è aperta a tutti.

La meraviglia è che possiamo leggere il Convivio come una metafora moderna. La tavola diviene una rete di conoscenza, che distribuisce vivande. Internet, il suo contenuto, il Web, i quali ci permettono e garantiscono un accesso alla conoscenza. Ed è proprio l’elogio alla lingua “volgare” che ispira una nuova visione della società e dei doveri dell’intellettuale per il Poeta. La divulgazione.
Dante si presenta come un divulgatore di conoscenze. Certo, possiamo accedere solo alle briciole, e non sempre possiamo riuscire a vederle, perché ci mancano gli strumenti organizzativi del sapere. Ed è questo che dovrebbe essere il nostro scopo di oggi, imparare e abituarci a muoverci nello sterminato universo di briciole, fiduciosi della nostra capacità di costruire il senso della bellezza. Le Biblioteche, gli Archivi digitali, sono un patrimonio in crescita: sono “luoghi virtuali” che forniscono accesso a una infinita serie di materiali di cui ricercatori, studiosi, studenti o utenti occasionali, hanno a disposizione per fare il loro lavoro, nuove forme di ricerca senza confini o barriere, difficili o impossibili da effettuare prima del loro avvento.

il termine “cultura” può essere interpretato anche in senso socio antropologico, come l’insieme di comportamenti, conoscenze, norme, sistemi di valori, meccanismi di controllo che una società, in tutte le sue componenti, mette in opera per sopravvivere, e possibilmente per vivere meglio.
La cultura di una società è necessariamente innervata nel suo tempo, nella sua organizzazione politica e civile, nei suoi sistemi di produzione, e sopratutto nelle tecnologie del suo tempo. la Cultura Digitale non è riducibile ad una serie di nozioni tecniche, più o meno approfondite, ma rappresenta la capacità di capire la complessità, la profondità, l’interrelazione dei sistemi che gestiscono il mondo contemporaneo.

Le competenze digitali, quali software, linguaggi, sistemi, piattaforme, social, sono destinati ad invecchiare rapidamente, a causa dell’alto tasso di innovazione del digitale, la cultura, il contenuto, è la base teorica profonda. È un ecosistema che controlla e gestisce le attività produttive, ma anche i mezzi di informazione, i rapporti interpersonali, il nostro tempo libero e le nostre passioni. Un ecosistema globale capace di riformulare i saperi del passato e contemporaneamente di proiettarsi nel futuro. Un banchetto, una tavola imbandita della quale dobbiamo prendere consapevolezza che ogni attività, ogni sapere è interconnesso, .
Un cambiamento così profondo e radicale che non possiamo più etichettare solo come “fenomeno” ma che deve essere considerato come un nuovo modo di comportarsi e relazionarsi, a tutti gli effetti. Il motore che muove l’idea di Dante attraverso il Convivio è il motore di ricerca di oggi, la struttura della cultura digitale. Ci sono secoli di distanza ma entrambi si incontrano, forse per la prima volta nella stessa epoca.
“Il tempo è relativo, il suo unico valore è dato da ciò che noi facciamo mentre sta passando.” Albert Einstein