Leonardo Covello, fondatore della scuola multietnica di New York. Un pedagogo ed Accademico Italiano che ha contribuito al miglioramento della Nazione America. Di Elena Tempestini

Leonardo Covello

L’America ha goduto di molti benefici provenienti dagli immigrati italiani, non solo nell’ambito del cinema, ma anche della fisica nucleare, della medicina, dell’innovazione industriale, della cucina, e di tutte le arti. Ma non è stato facile per loro, per le loro famiglie di origine. Partire per un paese straniero e sconosciuto, con pochi soldi, senza conoscere la lingua e la cultura, dicendo addio alla famiglia, agli amici, e lasciando dietro di se la propria casa e nazione Italia. E’ difficile sapere che cosa si prova se non si affrontano simili esperienze. Eppure, milioni d’italiani hanno vissuto e affrontato  difficoltà negli USA, dall’unificazione dell’Italia in poi. Molti di loro hanno lasciato un’impronta importante e costruttiva, come Peter Amadeo Giannini, fondatore della Banca d’America e d’Italia finanziatore cinematografico, della Napa Valley, del Golden Gate è molto altro che ho già ben descritto in articoli e video negli scorsi anni. Ma Leonard Covello, nato ad Avigliano in Basilicata nel 1887, forse non è ancora molto conosciuto in Italia, nonostante che la sua sia stata una vita dedicata agli Italo Americani di New York. Leonard Covello si trasferì a New York per raggiungere suo padre già emigrato. Iniziò a frequentare la scuola elementare, senza conoscere una parola d’inglese. Gli cambiarono il cognome in Covello; il nome rimase Leonard. Il più del tempo, però, lo passava in strada, membro di una banda di ragazzi aviglianesi,che, come lui, erano pronti a venire alle mani per procurarsi qualcosa da mangiare. Avrebbe fatto certamente infelice fine, se non fosse intervenuta una donna, Miss Anna C. Ruddy, canadese, missionaria, protestante, forse metodista, che gli trovo un piccolo lavoro presso un panettiere per allontanarlo dalla strada. Leonard aveva solo dodici anni. Leonard fu convinto a prendere sul serio la scuola e l’inglese, necessario e indispensabile mezzo per affermarsi nella società americana. Ne derivò che tutto il resto della sua adolescenza e giovinezza fu per Leonard Covello una conquista graduale di successi scolastici. Vinse una borsa di studio al liceo che dal 1907 al 1911 gli permise di frequentare la Columbia University e di laurearsi in francese, il quale campo offriva più facili occasioni di lavoro. Infatti, dopo un soggiorno in Francia, divenne docente di ruolo. Contemporaneamente dava lezioni private di inglese. Quindi, nonostante il lavoro, conseguì una laurea in sociologia didattica, una laurea in materie giuridiche, una laurea in filosofia e, infine, il dottorato in pedagogia didattica.

New York inizio 900

Si convinse che grazie alla conoscenza era possibile salvarsi. Quello che aveva conquistato per sé, pur fra tanti sacrifici, era l’esempio possibile per tutti. Rivolse tutta la sua attenzione agli abitanti della East Harlem, avviando una lenta ma efficace azione sull’integrazione dei ragazzi italo-americani.

Covello contesteva la prassi che tendeva a separare i ragazzi dalla loro cultura e lingua madre, comprese le loro famiglie e le loro comunità di origine, come premessa per il loro successo negli studi. Nel bilinguismo e biculturalismo vedeva il mezzo per facilitare la transizione dei ragazzi da immigrati a cittadini integrati senza separarli dalle loro comunità o cultura nativa, anzi suscitando in loro l’orgoglio delle proprie radici. La vita era quanto mai difficile in quel ghetto di emarginati. italo-americani, guardati con sospetto e tenuti a distanza, quasi fossero tutti delinquenti, o potenzialmente tali. Nel 1934 ad East Harlem vi  fondò la multietnica Benjamin Franklin School, cui affiancò la Casa della Cultura e la Casa del Popolo.

New York inizio 900

La Benjamin Franklin High School divenne uno dei centri più importanti dell’immigrazione italiana a New York: Covello realizzò il suo sogno: creare nel quartiere una scuola superiore organizzata attorno ai suoi principi educativi. Quel concetto etimologico che porta in se la parola “educare” che non vuol dire immettere nozioni, bensì Educere, tirare fuori il meglio dalle menti ben predisposte. È il cuore dell’insegnamento è il maestro, che deve metterci l’anima. Il che, però, non significava che, per lui, la pedagogia non fosse anche una scienza con regole e leggi, che vanno adattate all’ambiente e al ragazzo con cui si opera. Con largo intuito e anticipazione su quanto in Italia si sarebbe scoperto molto dopo, sapeva che l’educazione, è vero, si svolge nelle scuole, ma è fortemente condizionata dal contesto sociale da cui il ragazzo proviene e in cui vive. Premessa indispensabile per impostare una corretta opera educativa era, perciò, conoscere il bambino al momento del suo arrivo. Obiettivo, insomma, era quello di avere una Scuola-comunità, in cui maestro, genitori e società tutta convergano sullo stesso fine della formazione del ragazzo. Solo a queste condizioni, ribadiva, si sarebbero salvate individualità destinate, per ambiente, al fallimento morale e sociale, si sarebbe salvata una intera comunità.Presso la Benjamin Franklin School fu istituito l’AdvisoryCouncil, in cui insegnanti, studenti, genitori, imprese e alte personalità, lavorando insieme e ottenendo il convinto appoggio del Sindaco italo-americano Enrico La Guardia, predisposero un programma di sviluppo, in cui si prevedevano alloggi popolari, servizi igienico sanitari, centri sociali ed educativi, campagne per il conseguimento della cittadinanza, scuole per adulti e scuole estive Non mancava nemmeno un corso di educazione interculturale, che, accogliendo studenti di più gruppi etnici, li avviava alla reciproca comprensione. Il successo fu tale che a Leonard Covello, qualche tempo dopo, fu assegnata anche la direzione della James Otis Junior High School. Fu con questo doppio incarico che andò in pensione, nel 1956. La pensione da professore e da preside, ma non la pensione da uomo e da educatore.Furono gli anni dedicati a conferenze e incontri, compreso un programma radiofonico. Per il suo lodevole e costante impegno a favore dei processi di integrazione, il Congresso americano, il 14 dicembre 1966, gli assegnò una medaglia d’oro fortemente voluta da Robert Kennedy. Successivamente, Louis Clapes (Claps), sindaco della città di Stamford, di origini aviglianesi anche lui, fissò al 21 agosto la celebrazione perché il suo nome rimanesse sempre presente nelle generazioni future : il “Leonard Covello Day”.

Leonardo Covello con Frank Sinatra

In questa estate 2022 sono quarant’anni dalla scomparsa di Leonard Covello, morto a Messina il 19 agosto 1982. Un altro illustre Italo Americano che ha creduto in se stesso e contribuito a far crescere e migliorare la nazione America. L’Italia, indubbiamente, ha donato il suo mirabile contributo all’arte, alla musica, alla scienza e a tutte le forme di produzione, spesso le migliori del mondo.

Lascia un commento