la nostra umanità Europea deve riveder le stelle. Di Elena Tempestini

Dante scopre l’Europa: la geografia europea nella Divina Commedia

Dante e l’Europa, così il poeta sognava la comunione delle culture.

Ed è grazie a Firenze Fiera che è stato pubblicato un volume in triplice lingua curato dal suo presidente Lorenzo Becattini. Dante Scopre l’Europa: la geografia europea nella Divina Commedia. Un omaggio che Firenze Fiera ha voluto fare per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Il volume contiene la preziosa prefazione del fiorentino Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, purtroppo precocemente scomparso. Le altre prefazioni sono firmate dal sindaco di Firenze Dario Nardella, dal governatore toscano Eugenio Giani, dal presidente della Camera di commercio Leonardo Bassilichi, dalla dantista Paola Allegretti, coordinatrice scientifica del volume. L’Europa dantesca non appartiene alla storia ma è viva e si riflette in una visione trascendentale che non ha età”.

L’uomo saggio deve saper prevedere ciò che accadrà. ( Dante Convivio), ma è nella “futura gente” che si deve considerare utile il racconto del viaggio ultraterreno del Poeta. Nella Divina Commedia c’è già tutto: c’è quello che siamo e che siamo stati come paese, ma c’è il divenire Nazione per essere poi co- creatori di un continente. C’è la vita quotidiana imbastita dalle sue debolezze e dalle sue bellezze a portata di mano, e poi c’è la vita colta, la politica, la teologia e la filosofia: esse sono poste sullo stesso piano e cantate in versi dal poeta nella stessa maniera. Presente ed eternità stanno l’uno nell’altro. La vita eterna prende forza dentro il tempo, comincia dal presente che è un futuro che si manifesta nel presente, diviene una qualità dell’esistenza che il poeta mostra con le stelle. Ed è in ogni fine di cantica che vi sono le stelle, a dimostrazione del fatto che il suo viaggio non riguarda l’aldilà e basta, ma l’aldilà nell’aldiqua, quindi un tempo dentro l’altro.

È un viaggio all’interno del cuore “nella camera segreta” di ogni uomo che custodisce i suoi inferni, i suoi purgatori e aspira al paradiso. Un cuore che deve raggiungere le stelle, non per De-siderare ed allontanarsi dal cielo stellato, ma che con -sideri l’eterno.

Un Sommo poeta già proiettato verso il futuro. «Tutti gli uomini hanno un dovere: preoccuparsi che i posteri ricevano da loro l’arricchimento della conoscenza , così come loro sono stati resi ricchi dall’impegno degli antichi. Nessuno si deve sottrarre ai suoi obblighi, chi non si cura di portare il suo contributo alla comunità, dopo aver tratto profitto dagli insegnamenti che questa gli ha dato, diviene abissò e rovina. È presente l’idea di una continuità tra il passato e il futuro, tra gli antichi e i posteri: essa si chiama SPERANZA. Ed è quella speranza che è impressa sulla bandiera europea. Essa è simbolo dell’unità e dell’identità di tutta l’Europa. Composta da una corona di stelle che rappresentano la solidarietà e l’armonia tra i popoli d’Europa. Il cerchio delle dodici stelle su sfondo azzurro come il manto della Madonna, la simbologia dell’immacolata Concezione. Una stella per i paesi che fanno parte del consiglio d’Europa , ma che non hanno una simmetria tra loro. Praticamente il simbolo di una carta geografica senza contorni.

È accoglienza, solidarietà, attenzione agli ultimi e ai poveri, quindi è la stessa prospettiva che Dante si augurava durante le faide del suo periodo storico, da buon visionario le guardava in grandezza, in chiave europea. Quindi per conoscere l’Europa di oggi, bisogna leggere la “Divina Commedia”? Non ci farebbe male.

Perché attingere a secoli indietro? Perché è la testimonianza della lunga lotta portata avanti per costruire una civiltà unita, la civiltà della quale oggi noi ne godiamo, e quindi siamo nel dovere di difenderla e migliorarla. “Dante è il poeta più universale che abbia scritto in una lingua moderna, pur essendo italiano, è prima di tutto europeo” diceva Thomas Eliot. Alle miserie politiche del proprio tempo Dante risponde guardando dall’alto con sguardo europeo. Cosa si intende per sguardo, per una visione europea? Innanzitutto appartiene a chi riesce ad esternare le profonde radici che si estendono al mito, riuscendo ad andare ben oltre l’antichità stessa: è cultura europea, è il pensiero europeo. Una visione politica che è inscindibile dalla morale. È una visione atta a un equilibrio di vedute per cui l’uomo in sé viene prima del cittadino, dunque la patria deve stare al di sopra degli interessi personali. L’Impero dantesco è unito alla finalità del dettato divino, ove la fratellanza universale e la giustizia in Terra devono divenire lo specchio della bellezza celeste. È proprio in questa visione del nostro pianeta, in cui vivono uomini che possono divenire feroci per seguire i propri egoismi , che limitano il loro “tempo di vita”. Quel “tempo illusorio” che si manifesta fra il nascere e il morire. E nonostante che non comprendano la loro destinazione verso un oltre, Dante raffigura la speranza che un giorno futuro si plachino gli odi, le differenze sociali , le guerre. E non è certo riferito solo alle città d’Italia, bensì ad una pace che divenga costruttiva. Tutte le nazioni d’Europa devono cooperare alla conoscenza e alla virtù.

“Nel suo profondo vidi che s’interna legato con amore in un volume ciò che per l’universo si squaderna” ( XXXIII canto Paradiso)

Dante immagina il mondo intero nelle pagine di un grande immenso libro della creazione. Che sia letto, guardato, sfogliato in ogni paese, in ogni nazione, in ogni continente, e quindi in ogni cuore di ogni essere vivente “in questo gran mar dell’essere”, e si riunisca in un volume unico proiettato dalla mente di Dio. Il compito di ogni uomo è tendere all’Uno, all’unità pur nello “squadernarsi dialettico dell’immenso volume della creazione”: unità che nasce dalla pace e ad essa tende per percezione nella profondità della coscienza dell’essere umano. Dante è un vivo e concreto esempio da far comprendere al mondo di oggi per essere fonte dissetante del mondo futuro.

Lascia un commento