La mela, un frutto simbolo, che attraversa culture, realtà e saperi molto differenti, è, al contempo, il bene e il male, l’obbedienza e la disobbedienza, l’amore e l’odio, ma è anche un viaggio nel tempo attraverso la storia dell’essere umano. Eva addentò il frutto proibito, subendo così l’espulsione dal Paradiso Terrestre. l’innocenza e il peccato connessi al frutto proibito. Dalla mitologia di Zeus e delle Esperidi fino alla fiaba di Biancaneve la mela è la protagonista della vita e della morte.
Eva e la mela, frutto proibito.
Paride e la mela d’oro.
Ercole e i pomi d’oro.

La mela di Guglielmo Tell.
La mela di Newton.
La mela di Biancaneve.
New York, la grande Mela.

La terra è avvolta dalla fasce di Van Allen che sono a forma di mela.

Il toroide è un vortice di energia a forma di ciambella, di mela. Una forma che si ritrova ricorrentemente in natura: negli atomi, nelle galassie, nei buchi neri e nei buchi bianchi, e alcuni scienziati sostengono che il nostro intero Universo sia un gigantesco Toroide. Ma non solo, anche il campo elettromagnetico terrestre chiamato in gergo scientifico Fasce di Van Allen è a forma di mela, il campo elettromagnetico del cuore umano è un toroide. La forma toroidale potrebbe rappresentare la Coscienza: proprio perché il toroide torna sempre su sé stesso, ripiegandosi, spiegando così il funzionamento della coscienza, la quale riflette sempre sé stessa che osserva sé stessa. Noi esseri viventi siamo scintille di energia, osserviamo noi stessi nella nostra interezza per poi sperimentare e creare l’illusione della separatività e dell’individualità.

La mela un Archetipo, un simbolo della trasformazione che rappresenta una forma di pensiero Occidentale, che è alla base della scienza, della tecnica e della comunicazione verbale: un linguaggio. L’inconscio che è un sistema vivo, non opera mai una divisione netta tra conscio e inconscio, bensì induce una trasformazione, come Lea Monetti ha intuito e reso visibile nelle sue opere.
Andando nel profondo, la scultrice allieva di Annigoni, dopo una vita passata ad esporre le sue opere nei più prestigiosi Musei e luoghi d’Arte del mondo, ha creato e scolpito Il principio: Eva. Donna moderna del ventennio del duemila, donna che attraverso il mito e l’allegoria ci rivela la peccatrice e la coscienza della condizione femminile. Eva la mangiatrice di mele che ci ricorda che il suo peccato è impossibile da scontare perché costantemente ripetuto.

Praticamente la mela è il simbolo del tutto e del contrario di tutto. Ma la mela è frutto della “conoscenza” alla quale viene dato un morso per entrarne in possesso e non è più un “peccato” ma un valore aggiunto, non è più una peculiarità da addossare alla donna, ma una condivisione della conoscenza tra due esseri duali che condividono la stessa natura ed esistenza.
La mela con due morsi. La mela che libera dal peccato dell’essere umano e lo gratifica della sua presa di coscienza, la consapevolezza di essere energia e talento che finalmente sono liberate per manifestarsi nel piacere della condivisione. Lea Monetti, con la sua mela, è voluta entrare direttamente nel presente/futuro, non più la rappresentazione di un consumo unilaterale ma il simbolo di una condivisione e di un nuovo equilibrio. La condivisione che unisce e non divide le Arti, la condivisione di mordere la stessa conoscenza universale che unisce le culture del mondo. E se la mela al suo primo morso “cacciò ” l”essere umano dalla natura e, lo fece entrare in una “realtà artificiale” e individualista, oggi la stessa natura si sta divorando con ingordigia la mela. Lea Monetti con la creazione della mela a due morsi, ci riconnette alla totalità della natura, alla condivisione, alla risonanza dell’intera umanità divenendo simbolo di un proposito aperto al futuro del mondo