Qualche anno fa in quattro sale del bellissimo Castello Pugliese di Federico II, Castel del Monte, fu allestita una mostra curata dal fisico Antonino Zichichi: “Matematica e Bellezza”. La mostra fu un connubio tra due discipline, l’Arte e la Matemetica, che nell’immaginario collettivo sembrano viaggiare su strade diverse ma in realtà sono strettamente connesse tra loro.
Ancora un evento si è svolto all’interno del Castello, grazie alla Maison Gucci, i riflettori di tutto il mondo si sono accesi in questo luogo “magico”. La collezione che ha sfilato si chiama “Cosmogonie” ed è il connubio per illuminare elementi che danno vita ad infinite connessioni, che altrimenti sarebbero invisibili.
Comprendere Castel del Monte, la geometria e il numero aureo noto come divina proporzione che lo caratterizzano non è semplice. Ancora oggi è considerato da storici e studiosi un luogo “misterioso”.
Un tempo presso i neoplatonici e i neopitagorici, le cui dottrine influenzarono la cultura islamica, l’origine del mondo fu enunciata da un cerchio generato da due quadrati ruotanti di 45° rispetto ai propri assi.

La figura geometrica che ne deriva è un ottagono. L’ottagono e’ uno dei principali simboli dell’arte e della tradizione cristiana ed islamica. Il ponte di unione tra cielo e terra. Le figure geometriche del quadrato simboleggiano il mondo terreno, il cerchio simboleggia il cielo, e la cuba islamica aveva una base quadrata e un tetto circolare. Simboli di una armonia disegnata da un compasso celeste e da una squadra terrestre ad uso della conoscenza commacina: gli antici maestri costruttori delle basiliche.
L’esempio più maestoso ed enigmatico di costruzione è Castel del Monte, l’edificio ottagonale voluto da Federico II, “Stupor Mundi”.

Alla corte dell’Imperatore Federico II erano presenti il pisano matematico Leonardo Fibonacci, Michele Scoto, il grande astronomo e astrologo, studioso dell’ armonia universale e come asserisce il Kantorowicz, il più importante autore della biografia di Federico II, vi era Frate Elia, colui che successe, alla morte di Francesco d’Assisi a portare avanti l’Ordine Francescano. Frate Elia fu citato nel testamento di San Francesco quale “padre e madre di tutti i sui figli”. Sarà grazie a Frate Elia se verrà costruita la Basilica di Assisi con le maestranze commacine dell’epoca. La testimonianza sono le loro tombe, e i simboli che vi sono impressi, nel cimitero antico della Basilica francescana. Ed è proprio la grande somiglianza tra le due architetture, la Basilica di Assisi e Il Castello Pugliese di Castel del Monte a far pensare a molti studiosi che frate Elia sia l’effettivo progettista del Castello ottogonale pugliese. Purtroppo per frate Elia, aver abbracciato la causa dell’Impero, la “visione del mondo” federiciana causo’ la sua scomunica insieme a Federico II. Neanche l’intervento diretto che fece l’Imperatore a difesa di Frate Elia servi’ a non farlo rimuovere dall’Ordine Francescano nel maggio del 1239. Accusato di tendenze ghibelline, venne rimosso dall’incarico nel Capitolo Generale che si tenne a Roma per la Pentecoste del 1239. Nel successivo periodo, tra il 1241 e il 1242, frate Elia fu inviato come Legato di Federico II in Oriente, per risolvere la critica situazione tra l’imperatore latino di Costantinopoli Baldovino e quello greco Vatacio di Nicea.
Grazie alla riconciliazione tra la Chiesa Greca e Romana, l’Imperatore di Costantinopoli gli donò la reliquia della Santa Croce, che è oggi conservata a Cortona.
Castel del Monte è una architettura monumentale riconosciuta nel 1996 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Castel del Monte fu costruito intorno al 1240, con diversi stili, che vanno dal classico al gotico, passando per ardite influenze arabe.
Dalla costruzione si desume che il palazzo non avesse scopi militari e neanche fosse luogo di residenza o rappresentanza per l’Imperatore. Ma cosa rappresentava il Castello? Forse, più facilmente era un osservatorio astronomico, un tempio a custodia della conoscenza. Sicuramente la sua simmetrica perfezione è basata sul numero otto. Un numero dai forti significati simbolici sacri, legato sia alla tradizione cristiana che a quella ebraica, all’idea di resurrezione, di infinito, di equilibrio, di contatto tra cielo e terra. Edificio e cortile sono a pianta ottagonale, otto sono le torri a base ottagonale, otto i saloni che compongono ciascuno dei due piani della struttura.
Il numero otto ritorna anche nei dettagli delle sculture, dei bassorilievi delle colonne e delle chiavi di volta che spesso mostrano decorazioni con otto elementi uguali. Così come le otto foglie di acanto sulla chiave di volta dell’ottava sala.

Il castello è orientato con direttrici astronomiche, che durante i solstizi e gli equinozi danno vita a complessi giochi di luci e ombre. Sia l’8 aprile che l’8 ottobre, un raggio di sole attraversa due finestre e illumina una parete sulla quale vi era un tempo un bassorilievo. Due curiosità: la prima è che le scale delle torri di Castel del Monte si sviluppano in senso antiorario, la seconda che i giochi di luci ed ombre siano particolari. Durante l’equinozio autunnale l’ombra è pari la lunghezza del cortile interno, ed un mese esatto dopo a ricopre anche la lunghezza precisa delle stanze. Tutte le stanze sono di forma trapezoidale, sono uguali. Lungo le pareti delle sale del primo piano, c’è una panca perimetrale in marmo che rende impossibile appoggiare qualsiasi mobile alle pareti. Una sola stanza si differenzia da tutte, ed è chiamata la “stanza magica“: è a piano terra ed è cieca. Rispetto alle altre, è diversa anche per le decorazioni del pavimento “dove si trova la stella di Davide.”

Battisteri ottagonale come quello fiorentino, basiliche dalla forma ottagonale, la moschea di Omar o cupola della roccia, visitata da Federico II durante il suo viaggio a Gerusalemme, ottagonale, la cappella di Aquisgrana, anch’essa dalla forma ottagonale dove Federico II fu incoronato imperatore, la chiesa del tempio di Londra costruita nel 1160, chiesa templare, di forma ottagonale. Il numero otto, il numero cardine dell’autorità universale, il numero sempre in rapporto con l’infinito. La rappresentazione della nascita e della morte, il numero che rappresenta la costruzione di Castel del Monte.
Tante le ipotesi sulla costruzione di Castel del Monte: luogo templare? Un tempio astronomico? Una architettura per conservare segreti della antica conoscenza? Un osservatorio del moto del sole e degli astri? Il luogo sacro per custodire qualcosa? Un giorno comprenderemo meglio, intanto facciamo in modo che non si spengano le luci di attenzione su questo meraviglioso luogo che ancora rimane non molto conosciuto ai più .
