Torpè, il cui nome deriva dal nome greco Eutropos (di animo buono) si pensa fosse originario di Pisa, ma il dubbio resta sulla possibile provenienza dalla Spagna o dall’Oriente. San Torpè è stato un santo martire, legato indissolubilmente alla storia pisana.
San Torpè visse nel periodo di Pietro l’Apostolo, si presume intorno al 65 d.C. La storia, o forse sarebbe meglio dire la leggenda che avvolge il Santo, racconta del suo martirio.
Torpè, era un soldato romano, nominato in un testo agiografico “Passio Torpetis” del VI/VII secolo. Convertito al Cristianesimo da Antonino da Lucca, un eremita che viveva sui monti tra Pisa e Lucca, fu battezzato alla “fons vulgo” presso il Romitorio di Corliano. Tornato a Pisa, Torpete iniziò a convertire i pagani. Un’antica tradizione pisana racconta che la fonte dove venne iniziato al Cristianesimo tramite il battesimo, divenne la famosa fonte del “latte di Corliano”. La sorgente era miracolosa, in quanto dopo che le puerpere l’avevano bevuta, il loro latte aumentava in modo consistente. Per questo motivo viene riconosciuto a San Torpé il potere galattoforico.

Torpè venne perseguitato e martirizzato in quanto cristiano.
L’imperatore Nerone, durante una festività per la dea Diana, cara all’imperatore che la credeva progenitrice dell’Universo, cercò di imporre il suo culto ai Pisani. Nerone aveva fatto edificare un sontuoso tempio presso le mura, a nord della città. Torpete, nonostante fosse in buoni rapporti con l’imperatore, si rifiutò di adorare la statua della dea e venne per questo condannato a morte quale cristiano.

. San Torpè non si fece piegare da nessuna costrizione, si racconta che durante le torture avvennero i primi miracoli: il prefetto morì schiacciato dalla colonna alla quale era stato legato Torpete; nell’anfiteatro morì uno dei due leoni che avrebbero dovuto sbranarlo, e l’altro si accucciolò ai suoi piedi. Il tempio di Diana crollò senza un motivo valido.
Evelio, un funzionario dell’imperatore romano, vedendo che il santo era uscito incolume dalle feroci prove a cui era stato sottoposto, si convertì alla fede cristiana.
Il Santo morì per decapitazione, e il suo corpo fu abbandonato sopra un’imbarcazione, insieme ad un gallo e ad un cane, alla foce dell’Arno.
La barca si arenò nelle vicinanze di una piccola cittadina della Provenza conosciuta e chiamata Heraclea. Successivamente in onore del Santo Pisano fu ribattezzata con il nome di Saint Tropez.
Nei tempi antichi Saint-Tropez fu popolata dai Fenici e in seguito da coloni greci di Massalia, provenienti da Focea, che vi fondarono un piccolo emporio, dove scambiavano le loro merci coi nativi Galli. L’insediamento prese il nome di Athenopolis e, con l’arrivo dei Romani mutò in Heraclea. Con la caduta dell’Impero Romano i pirati saraceni iniziarono a saccheggiare le coste mediterranee e, proprio sulla riva opposta del Golfo di Saint Tropez, fondarono la loro base più importante, il Frassineto. In seguito i Genovesi ne fecero una repubblica autonoma, intorno al 1400. Il borgo venne più volte saccheggiato e le reliquie del Santo Torpete, durante una scorribanda, vennero trafugate. La tradizione tramanda che fu la corrente del Mar Ligure a spingere la barca sino alle spiagge di quella che sarebbe stata poi St. Tropez. Successivamente, i religiosi dell’Abbazia di Saint-Victor di Marsiglia, proprietari di gran parte del golfo, fecero costruire una cappella proprio in ricordo del martire chiamata “Ecclesia Sancti Torpetis”. A Parigi sulla facciata di Notre Dame è rappresentato il Santo armato, sono custodite le reliquie all’interno di alcune cassette dorate e il busto ligneo di San Tropez che viene portato in processione in occasione delle Bravades, che si svolgono dal 16 al 18 Maggio e si ripetono il 15 Giugno. I festeggiamenti che corrispondono alle vittorie sugli Spagnoli.
Tre sono le chiese dedicate al santo. A Pisa, nella quale chiesa si custodisce un’urna argentata, all’interno della quale vi è il cranio del santo, a Genova e a Saint Tropez. Ma una curiosità ci ricorda che c’è un altro luogo che prende il nome dal santo: Torpè in Sardegna, nel Nuorese, sulle pendici del Monte Nurris e non lontana dal mare di Posada, sulla costa tirrenica. La località era uno scalo militare pisano durante il periodo della Repubblica Marinara. Il 18 Settembre di ogni anno è dedicata una processione al patrono, in cui la statua del santo viene portata in giro per il paese per farla toccare ai fedeli.