
se non si possiede, bisogna impararla
Nel Paese delle sagre, della particolare attenzione alle tradizioni popolari, alla cultura della ospitalità, non potevano mancare le ovvie considerazioni sui Turisti e sul Turismo nostrano, come per esempio quelle che affermano che l’Italia sia talmente conosciuta, che oltre non si potrebbe andare, quindi inutile e banale ogni sua ulteriore reiterazione promozione.
Poi ci sono quelli, pochi per fortuna, che si arrogano il merito attraverso il loro fare di essere gli unici a fare attrattività territoriale e ancora ci sono quelli, pochissimi, che ritengono il fenomeno turistico un prodotto usa e getta, da consumare e metabolizzare in giornata e non come seme da curare, fare crescere in una cultura da sviluppare.
I flussi turistici verso il nostro Paese si alimentano con la sempre maggiore e migliore conoscenza di tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano le nostre Terre Uniche e con l’accoglienza e si affievoliscono progressivamente nel tempo, se le persone che scelgono di visitarci vengono considerate come meri portatori di denaro.
Solo liberandosi dal circolo vizioso del dire, senza praticare, ciò che riteniamo banale e scontato, riusciremo ad attuare quelle metodologie comportamenti e procedurali, che migliorerebbero la considerazione internazionale e nel comparto della promozione e della accoglienza turistica, sicuramente determinerebbe la crescita esponenziale dell’intero Paese.
La parola accoglienza non è un modo di dire, ma un articolato modo di fare.
La stragrande maggioranza degli operatori turistici lo sanno bene e altrettanto bene operano e praticano l’accoglienza nel migliore dei modi, poi purtroppo, come succede in tanti altri contesti, una sparuta minoranza di improvvisati avventurieri senza scrupoli depreda i portatori di benessere, determinando danni che pregiudicano la credibilità, la professionalità, l’impegno, dei tanti che lavorano sulla accoglienza, visto che siamo un Paese prevalentemente a vocazione turistica.
Se desideriamo realmente puntare sulle due assi portanti del nostro sviluppo economico, quali il Turismo e l’Export, dobbiamo fare della Accoglienza e della Qualità la nostra filosofia applicata alla quotidiana operatività.
Etpress Comunication Italia&friends
Credito immagine : https://www.hoeplieditore.it/scuola/articolo/professione-accoglienza-monica-mainardi/opera/2259