kalòs kai agathòs/ Il Bello e il Buono nel dipinto “Il Quarto Stato”. Un nuovo Umanesimo. di Elena Tempestini

Firenze Salone dei cinquecento

Oggi 30 Aprile 2022, da Milano, sua sede quotidiana, è arrivato a Firenze il famoso dipinto il “Quarto Stato”.

Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo

Il quadro è il risultato di un lungo percorso compiuto da Giuseppe Pellizza da Volpedo, nell’ottocento, per evidenziare l’ascesa del movimento operaio nella vita sociale del Paese e lo fa come se fosse inevitabile.

La definizione nacque propriamente durante la rivoluzione francese per indicare lo strato più basso della società, quello dei subalterni al terzo stato cioè i subalterni alla borghesia. Nel grande dipinto i lavoratori rappresentati manifestano pacificamente, camminano per i propri diritti: sono in sciopero.

La massa popolare avanza unita, compatta, e la compattezza assume forza e potere. Si cammina in avanti con dignità, per i diritti, per il riconoscimento del proprio e giusto salario. La Storia dell’Arte, mette in evidenza per farci conoscere, la società del momento, il suo contesto storico. Sicuramente la Donna in prima fila, che tiene tra le braccia il suo bambino, può riportarci al concetto di kalòs kai agathòs /il bello e il buono, ma sopratutto ciò che deve essere giusto ed equilibrato.

kalòs kai agathòs deve essere compreso quale bellezza che ritroviamo nel concetto di Umanesimo, la bellezza connessa al comportamento Morale del “buono” . Per la cultura antica, l’uomo “ideale” contribuiva alla creazione e alla crescita della civiltà, doveva avere le virtù unite: “bontà: umiltà, sincerità, intelligenza, valore e nobiltà d’animo.

Giuseppe Pellizza da Volpedo dipinse Il Quarto Stato con l’intenzione di documentare le rivendicazioni di questa classe sociale che era sempre più “viva” nella sua epoca. L’opera in realtà si intitolava inizialmente Il cammino dei lavoratori, ma all’ultimo momento l’artista decise di cambiarlo. Erano anni di grandi cambiamenti e si stava affermando il principio di emancipazione del popolo, un cammino deciso per andare verso un futuro migliore. Nell’opera non è solo il movimento dei lavoratori, che “marciano” in avanti, sono uomini e donne che si lasciano alle spalle il tramonto che simboleggia la fine di un giorno e l’arrivo di una nuova alba. La fioritura di nuovi ideali

Da sinistra, la direttrice del Giornale la Nazione Agnese Pini, il sindaco di Milano Beppe Sala, il Ministro del lavoro Andrea Orlando, Dario Nardella Sindaco di Firenze

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