
Tra il 2013 e il 2018 si è svolto un progetto della Comunità Europea dal nome MEMOTV (Epigenetic, neural and cognitive memories of traumatic stress and violence), completamente finanziato dall’UE. Il progetto ha studiato in modo approfondito il meccanismo attraverso il quale le esperienze stressanti diano forma ai ricordi e siamo tramandate alle generazioni successive tramite i processi del DNA. Il progetto non poteva prevedere la pandemia e il rivoluzionario cambiamento di impatto sociale che essa ha avuto in tutto il mondo. Il progetto MEMOTV studia i fattori di stress estremi e intensi che producono cambiamenti duraturi.

Praticamente il progetto epigenetico è un processo che possiamo trovare in natura, analogo al seme in terra, il quale ha già in sé lo stelo, le foglie, i fiori e il frutto. È la natura, l’energia vitale rappresentata dal colore verde come «vigore, freschezza, vivacità giovanile» È la forza vitale, che si esprime nella maniera più esplicita ed immediatamente percepibile nella vegetazione. È una forza riconoscibile in tutti i livelli, fisici e spirituali. Una forza ancora oggi studiata, ma già descritta da Cicerone e poi ripresa nel 1100 dalla grande mistica Ildegarda di Bingen. Quando parliamo e associamo in modo del tutto naturale i nostri genitori, nonni, bisnonni …noi stiamo parlando di albero genealogico. l’albero genealogico non è confinato alle nostre spalle semplicemente per consultare dei nomi o degli stemmi araldici, al contrario, che ci piaccia o no, l’albero vive ed è presente all’interno di ciascuno di noi. Siamo discendenti di un passato ma sopratutto procreatori di un futuro. È nel corpo presente dell’oggi, che abbiamo una forza continua che tende all’infinito. Siamo il prodotto di un accumulo di energia, siamo eredi di scelte evolutive fatte in tempi lontani. Un carico attraverso il quale, i nostri avi, con pregi e difetti anche di tipo caratteriale, ci trasmettono non solo con il DNA.

L’epigenetica, dal greco epi’ = sopra e gennetikòs = “relativo all’eredità familiare”, meccanismo che attiva o disattiva i nostri geni, è un codice separato, scritto con caratteri chimici che si trovano al di fuori della sequenza del DNA, e che ha, a sua volta, effetti molto importanti sull’aspetto interno ed esterno dell’essere umano. In natura molti esempi: il bruco e la farfalla sono lo stesso organismo, possiedono lo stesso DNA, ma esibiscono fenotipi diversi in diverse fasi dello sviluppo: il genoma resta lo stesso, ma l’epigenoma cambia. Le formiche hanno lo stesso DNA, ma possono essere soldato o operaie, con fenotipi morfologici e comportamentali diversi, che derivano anche, come per le api, dall’alimentazione. L’ape operaia, il fuco e l’ape regina di un alveare hanno lo stesso DNA, ma sono nutriti in maniera diversa: la regina mangia la pappa reale e queste differenze ambientali si ripercuotono a livello morfologico, comportamentale e dunque a livello epigenetico. Le esperienze di vita dei nostri avi si riflettono sui nostri epigenomi, praticamente li portiamo sulle nostre spalle per secoli. A volte facendoci ripetere lo stesso cammino e gli stessi errori, a volte con tanta fatica ci inducono a farci tagliare i rami secchi del passato per accrescerci, insegnandoci a scrivere un pezzetto di nuova storia della nostra vita e per generare nuove foglie. Galeno, Socrate, Cicerone, avevano intuito millenni indietro le relazione tra psiche (emozioni) e modificazioni nella struttura del DNA.
Sempre articoli di grande cultura profondità emozione. 👏 👏
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