La pittura murale è una forma di arte che si distingue principalmente per il supporto su cui viene riprodotta l’opera: la muratura.
Ci sono diversi tipi di pittura murale, ma valutate socialmente in modo profondamente differente. Abbiamo il Graffitismo nato negli Stati Uniti con una storia evolutiva, che si concretizza nel suo profondo quale manifestazione socioculturale e di auto affermazione. Nata basandosi sullo studio del lettering , attualmente tornato in uso grazie ai “bullet journal”, agende che si formano in base alle esigenze con le quali si può organizzare e tracciare tutto quello che riteniamo importante: appuntamenti di lavoro, liste di cose da fare, ecc. ma ciò che le distingue è la possibilità di personalizzarle come se fossero dei veri e propri oggetti di design.
Riproponendo un “tag” con la scritta del proprio nome o meglio di uno pseudonimo che ne diviene il suo alter ego.
Diversa è la Street art, impropriamente accumunata con il Graffitismo che ha come unico punto di incontro il luogo e a volte alcune modalità di esecuzione.
I murales nacquero nei primi anni del novecento in Messico come strumento di propaganda sociopolitica, usare l’arte pittorica quale linguaggio per poter parlare al popolo. Immagini comprensibili anche per coloro che non sapevano leggere. I murales sono una forma di pittura più completa rispetto al Graffitismo.
Infine ci sono gli affreschi, sicuramente la forma di pittura considerata in accezione più positiva, avente un valore socio culturale elevato. Gli affreschi, sono pitture murali già pervenuti fin dall’età della civiltà minoica. Ci sono pervenuti affreschi molto rari greci, etruschi e romani. Straordinari sono gli affreschi parietali ritrovati negli scavi di Pompei, e in altri siti archeologici dell’area vesuviana. Ma ciò che ci lascia ancora oggi stupiti dalla loro bellezza , sono gli affreschi di Michelangelo della ‘Cappella Sistina’ presso il Vaticano, gli affreschi di Raffaello, il Cenacolo di Leonardo Da Vinci, opere di immensa bellezza tramandate attraverso i secoli. Senza scendere nel dettaglio delle tecniche pittoriche tra affresco e murales, cerchiamo di comprenderne le differenze sociali, che sono ciò che definiscono l’opinione pubblica e i pregiudizi ad essa legati. Non credo che sia la sola tecnica a definire il pensiero di una persona, si pensi alla differenza tra pittura ad olio su tela ed affresco, sono tecniche diverse eppure godono di base di una valutazione positiva, ma del contesto in cui nascono queste tecniche e per quale fine. I murales nascono da movimenti di protesta, quali libere espressioni creative della popolazione contro il potere, nel tempo hanno sempre più assunto valore estetico, conservando talvolta anche un valore sociale. Murales ed affresco anche se molto simili, hanno tecnica completamente diversa, ma ciò che davvero li differenza è la direzione della comunicazione. Quando guardiamo un affresco avremo una comunicazione verticale: dal potere più alto fino a scendere verso il popolo. Nei murales invece la comunicazione è orizzontatale, fra eguali. Una comunicazione opposta, verticale che sale dal basso, dal popolo verso il potere più alto. Si pensi all’affresco del Giudizio Universale: l’uomo veniva giudicato dall’alto, mentre nei murales il giudizio che doveva spaventare era quello del popolo. Ai giorni di oggi i murales come la street art sono stati in parte rivalutati, a volte commissionati addirittura da Enti Pubblici. Ci sono quartieri degradati a Roma, Milano e molte altre città, che sono stati rigenerati, riqualificati grazie alla collaborazione fra street art e comune. Una forma di committenza per realizzare diversi murales. È la riqualificazione urbana attraverso l’integrazione delle risorse locali, umane e materiali, unendo mezzi di espressione artistica. La street art, l’arte di strada, i murales, hanno fatto rinascere i luoghi, donandogli una nuova vita, un valore che li innalza quali musei a cielo aperto che le persone possono ammirare. Non posso non tirar in causa Bansky che negli ultimi anni è diventato uno degli artisti più amato e chiacchierato. Non si sa la sua vera identità, ma con la sua street art è riuscito ad attirare l’attenzione del mondo intero. È riuscito a portare l’attenzione verso tematiche importanti, quali le situazioni di degrado socio politiche mondiali. La sua è una denuncia anche a nome di chi non aveva una voce. Una sua opera, molto famosa , è, o meglio era “La bambina con il palloncino” che fu battuta nel 2018 all’asta per 1,2 milioni di dollari. Dopo l’ultimo batter del martelletto però l’opera cominciò ad autodistruggersi, la cornice infatti non era una semplice cornice, ma un tritacarte. Se la street art era nata come un movimento di strada, finendo all’asta, potendo essere valutata in accezione monetaria, poteva dirsi entrato nel “sistema”, ma con questo gesto audace l’artista Banksy ha scosso, nuovamente, il mondo dell’arte e delle aste.
Allegra Anselmi