
Qualcuno, facendo una meditata riflessione, potrebbe sempre dire che ci sono voluti ben 700 anni per provare a fare di Dante un riferimento nazionale, prima istituendo il Dante D, il giorno a lui dedicato, la ricorrenza che cade il 25 marzo di ogni anno, con l’importante funzione di ricordare il padre della Lingua Italiana, poi con le molteplici attività necessarie a dare il dovuto rilievo all’anniversario, mettendo a sistema una pluralità di Istituzioni nazionali e locali, Enti Culturali e Associazioni di volontariato di Firenze e delle altre due Città, Ravenna e Verona, che con Dante hanno avuto una stretta relazione.
Firenze, la Città delle Arti per antonomasia, ha tra le sue innumerevoli prerogative, anche quella di aver dato i natali al Sommo Poeta.
Il pensiero riflessivo poi inevitabilmente corre alla vicina Austria, che in realtà ha messo molto meno tempo ad erigere, Wolfgang Amadeus Mozart, compositore e musicista Austriaco, da tutti annoverato tra i massimi geni della storia della musica, quale figura rappresentativa del Paese.
Ma forse noi Italiani, memori delle altrui esperienze, con l’osservazione dell’altrui fare e con l’inevitabile maturazione individuale e collettiva, concessa del tempo trascorso, sicuramente faremo molto meglio.
Il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, nella conferenza stampa di presentazione dei festeggiamenti del 700° anniversario della morte di Dante, svoltasi a Firenze il 2 ottobre 2020, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, ha affermato : “la nostra è una giovane nazione che ha bisogno di trovare uno spirito identitario che ci unisca e ci faccia sentire uniti e orgogliosi del nostro frammentato passato, per imboccare un coeso futuro”.
Dante Alighieri è senza ombra di dubbio la personalità più rappresentativa del nostro Paese.
Il Sommo Poeta, che a ragion veduta, è considerato il padre della Lingua Italiana, può esserlo anche di ogni singolo Italiano.
Quale migliore peculiarità caratterizzante e identificante, se non quella della propria Lingua, potrebbe mai costituire momento di trasversale coesione sociale di un popolo.
La lingua è l’elemento identitario imprescindibile che costituisce il vero collante necessario per progredire ed indispensabile per affrontare le difficoltà di una Nazione.
Il 700° Anniversario della morte di Dante Alighieri deve segnare per tutti noi il cambiamento di cui avvertiamo la improcrastinabilita’.
Un cambiamento reale e sostanziale di logiche, di visuali, di prospettive.
Con Dante, per Dante, in Dante è lo slogan con cui attrarre il sentire, indicare il procedere, concretizzare il fare.
Una forte, diffusa e duratura, identità nazionale con Dante, un sano orgoglio identitario per Dante, una grande unità popolare in Dante.
Lo possiamo fare, lo dobbiamo fare.
Riccardo Rescio
Firenze 25 marzo 2022
Prospettive
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